Si è svolto, il 12 e 25 giugno
Il Corso si è svolto in 2 giornate da 6 ore ciascuna per un totale di 12 ore. Hanno partecipato ad ogni modulo formativo, 16 donne provenienti dalle diverse realtà provinciali di Parma, Ravenna, Ferrara, Bologna, Imola.
Il primo incontro si è tenuto a Bologna, presso la sede Regionale CIA Emilia Romagna ed il secondo presso una azienda -Fattoria didattica- IL CASETTO di Imola (BO) di una associata Donne in Campo, Teresa Scarcasale nonché partecipante al corso.
Di seguito, il documento illustrativo del corso di formazione.
Documento di sintesi per la realizzazione di 12 ore di corso:
PROGRAMMA DI FORMAZIONE
IMPRENDITRICI AGRICOLE
11 E 25 GIUGNO 2007
Docente: Emanuela Corradini
PREMESSA
Le informazioni ricevute riguardano una realtà professionale ed imprenditoriale di natura agricola tesa ad integrare una molteplicità di attività, per generare una offerta rivolta a donne che hanno esigenze differenziate fra cui individuiamo:
Tutte queste attività necessitano di una ri - configurazione dell’offerta per singola impresa e una attività di revisione del marketing mix (prodotto/servizio, promozione/comunicazione, luogo di vendita, prezzo e risorse umane) che possano aiutare nel concreto i partecipanti data la ristretta quantità dei partecipanti.
Su tutto questo si innesca il tema dell’identità territoriale che accompagna il tema del prodotto tipico che rende tutto più complesso e vincola il processo.
OBIETTIVI
Partendo dall’offerta delle singole imprese, gli obiettivi identificati sono:
METODO
La proposta si avvicina maggiormente ad un laboratorio esperienziale dove si ascoltano e si raccolgono le realtà attuali e si sviluppano competenze operative attraverso:
un percorso di analisi ed elaborazione del proprio vissuto e delle proprie specificità.
Inoltre, grazie al supporto del docente,si svilupperanno capacità trasferibili nella realtà aziendale di ognuna delle partecipanti e nella realtà quotidiana.
La formazione frontale verrà introdotta solamente per acquisire elementi di base a sostegno delle cosiddette “buone pratiche” operative.
Si consiglia di portare alla prima lezione se possibile:
questo materiale servirà in fase di laboratorio per calare il più possibile gli interventi sulle necessità specifiche
PROGRAMMA