• 08 SEPTEMBER 2010 - 01:25
  • Territorio
Data:03/02/2010

Toscana: A Firenze l’Assemblea elettiva Donne in Campo

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Le donne dell’agricoltura toscana chiedono più risorse

 

 

E’ necessario un sostegno a livello nazionale e regionale all’imprenditoria femminile con politiche ad hoc che interessino sgravi contributivi, fisco, credito e interventi per la sostituzione delle imprenditrici. Lo ha sottolineato Anna Maria Dini, presidente delle Donne in Campo della Cia Toscana, in occasione dell’Assemblea regionale dell’associazione che si è svolta a Firenze . E’ stata un’importante occasione per riaffermare il protagonismo delle imprenditrici nella realtà agricola della regione  -il 30 per cento delle aziende agricole sono gestite da donne - e della loro voglia di “fare” nella e con l’associazione.

Donne in Campo nel corso di questi anni ha visto una crescita notevole fra le imprenditrici soprattutto  grazie  all’impegno nelle attività di filiera corta e nel rapporto con i consumatori. Il bilancio dei primi  dieci anni di vita dell’associazione, i progetti e obiettivi futuri per nuove opportunità per le imprenditrici  è stato il tema  sul quale ha svolto la sua relazione Anna Maria Dini, che ha sottolineato “come le donne siamo propense a fare insieme, e come il confronto sia la loro forza, e quanto questo sia alla base della riuscita delle tante iniziative fatte e dei progetti da realizzare”.

 Serena Giudici, coordinatrice nazionale di Donne in Campo, ha illustrato i contenuti del documento congressuale dell’Associazione, evidenziando che un punto caratterizzante dell’impresa femminile in agricoltura, oltre alla dinamicità ed alla  multifunzionalità, è la netta propensione delle donne a creare ponti con la società rompendo quell’isolamento e quel conservatorismo che ha caratterizzato per troppo tempo il mondo agricolo.

 “L’agricoltura -ha sottolineato Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana- sta vivendo un periodo di grandissima difficoltà: l’aumento vertiginoso dei costi produttivi, contributivi e burocratici, crollo dei prezzi sui campi, caduta libera dei redditi. La Cia è mobilitata con forza e da tempo su questi temi, purtroppo le risposte dal Governo e dal ministro non arrivano. Con questi presupposti è difficile fare impresa, guardare al futuro”.

Numerose le imprenditrici presenti all’Assemblea e molte quelle che con i loro interventi hanno sottolineato l’importanza dell’associazione e di quanto questa abbia contribuito anche alla loro crescita personale oltre che a quella professionale ed hanno soprattutto suggerito temi in cui impegnarsi nel futuro: ovvero educazione alimentare, con azioni che coinvolgano i ragazzi ed i giovani,  progettare  nuove opportunità e campi di lavoro per  cercare di risolvere la grave  crisi delle aziende.

Il settore agricolo è tra i settore a più alta presenza femminile, oltre il 30 per cento delle imprese è condotto da donne. Una presenza importante, significativa che ha dato una spinta, spesso, originale per la crescita, sviluppo, dinamicità ed innovazione dell’agricoltura anche in Toscana. “Per questo -ha concluso Anna Maria Dini davanti alle imprenditrici- chiedo di dare il vostro contributo originale e concreto per rafforzare le attività e le iniziative dell’associazione e dell’intera confederazione partecipando attivamente alla realizzazione del processo di autoriforma promosso dalla Cia”.

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