• 03 SEPTEMBER 2010 - 19:52
  • News
Data:15/02/2010

“Stop al consumo di territorio”: Donne in Campo aderisce al movimento nazionale per la difesa al diritto al territorio non cementificato

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“Il consumo di territorio nell’ultimo decennio ha assunto proporzioni preoccupanti e una estensione devastante. Negli ultimi vent’anni, il nostro Paese ha cavalcato una urbanizzazione ampia, rapida e violenta. Le aree destinate a edilizia privata, le zone artigianali, commerciali e industriali con relativi svincoli e rotonde si sono moltiplicate ed hanno fatto da traino a nuove grandi opere infrastrutturali (autostrade, tangenziali, alta velocità, ecc.)”. Questi, alcuni passaggi del manifesto della campagna nazionale “Stop al consumo di territorio” che l’Associazione Donne in Campo ha deciso di sottoscrivere.

“Soltanto negli ultimi 15 anni circa tre milioni di ettari, un tempo agricoli, sono stati asfaltati e/o cementificati. Questo consumo di suolo sovente si è trasformato in puro spreco, con decine di migliaia di capannoni vuoti e case sfitte: suolo sottratto all’agricoltura, terreno che ha cessato di produrre vera ricchezza. La sua cementificazione riscalda il pianeta, pone problemi crescenti al rifornimento delle falde idriche e non reca più alcun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini”.

L’Associazione Donne in Campo, come ribadito nella sua III Assemblea elettiva, dice basta all’indiscriminato consumo di territorio agricolo a vantaggio degli insediamenti industriali e urbani e invita i governi locali a difendere la vocazione agricola dei territori. Essa difende il valore del paesaggio rurale, lottando per un riequilibrio tra uomo e natura.

I governi locali debbono gestire il territorio senza subordinare all’espansione degli insediamenti la destinazione agricola del territorio, riconoscendone la finalità produttiva. Per questo è necessario porre fine all’indiscriminato consumo di territorio agricolo.
Questa crescita senza limiti considera il territorio una risorsa inesauribile, la sua tutela e salvaguardia risultano subordinate ad interessi finanziari sovente speculativi: un circolo vizioso che, se non interrotto, continuerà a portare al collasso intere zone e regioni urbane. Un meccanismo deleterio che permette la svendita di un patrimonio collettivo ed esauribile come il suolo, per finanziare i servizi pubblici ai cittadini (monetizzazione del territorio).

L’Associazione Donne in Campo mobilita le sue associazioni territoriali a sostegno di azioni volte alla difesa del territorio agricolo, del paesaggio rurale per difendere la vocazione agricola del nostro Paese.

 

Il link al sito web del movimento “Stop al consumo di territorio”:

 

http://www.stopalconsumoditerritorio.it/

Roma, Via Emanuele Gianturco 1 - 00196 - tel. 06.32650447 - fax 06.32629896
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