Regalare un albero da frutto al posto della mimosa, diventata ormai simbolo per antonomasia della festa della donna. E’ la proposta di Donne in Campo di Treviso allo scopo di migliorare, valorizzare e promuovere tutte le opportunità lavorative e favorire il ruolo sempre più determinante della donna nel mondo rurale. L’idea che arriva dalle agricoltrici trevigiane vuole far riscoprire le origini della ricorrenza, spesso dimenticate e al tempo stesso dare un nuovo significato all’8 marzo, attraverso un omaggio alla donna che sia testimone della sua essenza: “Un albero che metta radici, che cresca e viva per dare frutti è in sé testimone della donna: madre, moglie e lavoratrice. E’ il simbolo della vita che verrà”, spiega la presidente di Donne in Campo trevigiana Donata Cenedese. “Oggi nei tanti modi consumistici e goliardici di festeggiare la festa della donna forse è andato perduto lo spirito vero di questa ricorrenza. L’idea di un albero da frutto da regalare l’8 marzo è -aggiunge- per ricordare che anche noi donne portiamo frutto. Ecco allora che un albero, un fiore da piantare rappresenta un messaggio nuovo, un modo di valorizzare la donna nel suo modo di essere più autentico”.
Con la proposta di un regalo diverso, l’associazione Donne in Campo della Cia vuole anche ricordare il significato che conduce all’origine della festa legata a un evento tragico: la morte di 129 operaie di un’industria tessile newyorkese nel 1908, che decisero di scioperare come forma di protesta contro le terribili condizioni lavorative: “Regalare un albero da frutto significa anche valorizzare la dignità e il valore della donna lavoratrice”.
In provincia di Treviso sono oltre 800 le donne agricoltrici dell’associazione Donne in campo. I settori più “in rosa” dell’agricoltura sono quelli legati alle attività agricole multifunzionali che spesso permettono all’azienda agricola di integrare il reddito: come la vendita diretta, le fattorie didattiche, il florovivaismo, la produzione di ortaggi.