AGRICOLTURA E NUOVI BISOGNI SOCIALI


Lilla Di Grande, imprenditrice agricola di Parma, è l’ideatrice di un percorso che “porta” le attività agricole all’interno delle strutture di ricovero (case per anziani, centri diurni, scuole ecc.) grazie alla sua grande capacità di animazione (fa parte di una associazione di clown di corsia) a favore di quelle persone che, per motivi logistici e/o di impossibilità di movimento, non possono raggiungere il podere per le attività didattiche che si svolgono regolarmente in azienda.

Marisa Moreschini de “La Campana”, da trent’anni azienda leader delle Marche, descrive lo straordinario percorso che ha portato lei e gli altri soci della cooperativa a investire nella grande azienda agricola ed a dedicarsi all’importante attività di recupero di malattie mentali gravi.

Daniela Franchina, insieme ai suoi soci, è l’ideatrice dell’azienda Asilat, che a Catania produce latte d’asina che ogni giorno trova immediata collocazione presso varie Istituzioni sanitarie per i bambini affetti da intolleranza multipla alimentare. L’azienda, inoltre, come fattoria didattica riconosciuta, accoglie con entusiasmo un gran numero di scolaresche e di gruppi organizzati e anche bimbi con handicap motori e psicofisici a cui il contatto con l’asino facilita le capacità di apprendimento.

Queste alcune realtà, presentate il 19 settembre a Genova, nell’ambito della Festa nazionale dell’agricoltura CIA, al pubblico del laboratorio di idee dell’Associazione Donne in Campo su “Agricoltura e nuovi bisogni sociali” e che hanno dato lo spunto all’Associazione per lanciare una nuova sfida: rivolgere in particolare alle donne l’attività sociale che le aziende Donne in Campo svolgono o intendono svolgere nel futuro.

Rivolgere, quindi, ad altre donne l’impegno sociale delle aziende agricole femminili: donne in difficoltà, donne sole, donne vittime di violenza o di tratta, donne anziane, ma non solo.

La solidarietà, anche di genere, è infatti, a parere dell’Associazione Donne in Campo-CIA, un momento importante per contribuire a superare i ritardi che il nostro Paese registra sia nello sviluppo dell’imprenditoria e dell’occupazione femminile che nel sostegno alle donne in generale, sulle quali grava il peso sociale dell’accudimento di bambini, anziani e disabili e che scontano una maggiore emarginazione. Ritardi che riguardano però anche le politiche di welfare, non adeguate ai bisogni della società. E’ per questo che si vuole creare una sinergia con il Progetto Antiviolenza Donna che il Dipartimento Pari Opportunità ha creato da tempo con l’attivazione di un call center antiviolenza (1522).

L’azienda agrisociale è un’impresa che svolge l’attività produttiva in modo integrato con l’offerta di servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi e occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti, anziani, bambini…) e di aree fragili (montagne e centri isolati) in collaborazione con istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del terzo settore.

Nell’ambito dell’agricoltura multifunzionale è possibile realizzare percorsi terapeutici, riabilitativi e di integrazione sociale di persone svantaggiate, attività assistenziali di cura degli anziani, avviare asili nido, ospitare persone per degenze post-ospedaliere e molto altro.

L’azienda agrisociale, in sostanza, può essere un centro di servizi sociali, ma anche di aggregazione nelle aree rurali, declinando tale assunto nelle più svariate iniziative.

Dopo l’apertura del Presidente nazionale della CIA Giuseppe Politi, sono intervenuti all’iniziativa, presentata da Anna Maria Dini, Vicepresidente Vicaria nazionale Donne in Campo, le imprenditrici agricole Lilla di Grande (Parma), Marisa Moreschini (Ascoli Piceno), Daniela Franchina (Catania), la Formatrice psicosociale e Docente universitaria Cristina Bertazzoni, Rosanna Contri, Responsabile CIA Area Territorio, ambiente e sviluppo locale, Marina Dondero, Vicepresidente Amministrazione provinciale di Genova e Assessore alle Pari Opportunità e all’agricoltura, Danila Minel Segretario nazionale Associazione Pensionati CIA(Anp-CIA) , Maria Teresa Tavassi Presidente Associazione “La Lucerna”, Enrico Vacirca, Direttore CIA Pistoia e ideatore Di progetti di agricoltura sociale. I lavori sono stati coordinati da Paola Metta e conclusi da Mara Longhin rispettivamente Vicepresidente e Presidente nazionale Donne in Campo. Sono intervenute inoltre Maria Teresa Scafuto del Dipartimento Pari Opportunità e Veronica Navarra, Presidente Onilfa (Osservatorio imprenditoria femminile e lavoro in agricoltura) del Mipaf.

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