IMMIGRAZIONE: ARRIVANO TUTORI PER MINORI; ASES E DONNE IN CAMPO DI CIA


Arrivano i tutori dei minori migranti e anche Ases e Donne in campo, le due associazioni di Cia – agricoltori italiani, si mobilitano per raccogliere la massima disponibilità dei cittadini di Lazio, Campania, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, Lombardia, Umbria, Piemonte, Valle d'Aosta, Toscana, Sardegna, Abruzzo e Molise, le regioni dove la macchina operativa, per diventare tutore volontario di un minore straniero non accompagnato in applicazione della legge 47/2017 è partita per prima. In queste Regioni, infatti, i garanti per l’infanzia regionali (o in alternativa l’Autorità Garante nazionale) hanno stretto accordi per primi con i tribunali dei minori ed hanno pubblicato l’avviso per diventare tutori volontari previa frequentazione di un corso apposito in anticipo rispetto alle altre Regioni che si sono adeguate alla normativa. “Quella che istituisce il tutore volontario è una legge importantissima perché ridefinisce la tutela legale dando vita ad una figura che, occupandosi dei minori stranieri che vivono nel nostro paese senza adulti di riferimento, è capace di farsi interprete dei loro bisogni e garante dei loro diritti.” Ha affermato Cinzia Pagni, Vicepresidente Vicario di Cia - Agricoltori Italiani e Presidente di ASeS - Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, l’organizzazione no profit (ONG) della Cia che si occupa di cooperazione allo sviluppo nelle sue molteplici forme, con azioni di inclusione sociale dei migranti. ”I tutori volontari sono privati cittadini che, adeguatamente selezionati e formati, spinti unicamente dalla volontà di vivere una nuova forma di genitorialità sociale e di cittadinanza attiva, si mettono a disposizione con spirito solidaristico e con la curiosità di confrontarsi ed accettare culture distanti.”, ha concluso Pagni che promuove questa iniziativa, anche all’interno di Cia – agricoltori italiani. “Per fronteggiare l’alto numero di minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, che a fine 2016 ammontavano ad oltre 17.000, – aggiunge Mara Longhin, Presidente Nazionale di Donne in Campo - crediamo che la Rete delle imprenditrici agricole associate a Donne in Campo possa fornire un prezioso supporto per discutere, divulgare e promuovere le opportunità che questa legge offre a chi intenda impegnarsi con una solidarietà attiva e si senta capace di affrontare una sfida impegnativa come quella di occuparsi di questi ragazzi”.