NEWSLETTER N.1_2019


FILARE, TESSERE, COLORARE, CREARE. IL 21 MARZO A ROMA CONVEGNO NAZIONALE DONNE IN CAMPO ISPRA

Fibre e tinte che fanno bene all’ambiente: a Roma presentazione dell’indagine Ispra- Donne in Campo

Colorare vestiti e accessori utilizzando tinte 100% naturali realizzate con gli scarti agricoli, come le foglie del carciofo bianco, le “tuniche” delle cipolle ramate, le scorze del melograno, i ricci del castagno o i residui di potatura del ciliegio e dell’ulivo. E’ solo una delle best practice protagoniste dell’iniziativa di Donne in Campo Cia-Agricoltori Italiani e ISPRA, dedicata agli agri-tessuti che fanno bene all’ambiente, tenutasi a Roma all’Auditorium Giuseppe Avolio.

Storie di eccellenza green –presentate per l’occasione da Beti Piotto dell’Accademia di scienze forestali, moderatrice dell’iniziativa- come portare in passerella, per la prima volta, una collezione moda di abiti di origine forestale, prodotti da filati di cipresso, pelle di fungo e tessuti in sughero, eucalipto e faggio- testimoniati da Anna Maria Russo (IID) e Francesca Dini (Pfec)- conquistando così un posto d’onore al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite di New York. O anche creare il primo allevamento di alpaca in Italia, come ha fatto Gianni Berna, costruendo una filiera completa dell’agro-tessile, che parte dal gregge, passa per la tosatura e filatura della lana e arriva fino al confezionamento di maglioni, sciarpe e coperte. L’evento nasce da un accordo firmato dalla già Presidente Donne in Campo Mara Longhin con Ispra e da un questionario ad hoc, illustrato da Valerio Silli e Roberto Daffinà, sulla produzione sostenibile di fibre e tessuti da fonti naturali e di recupero, i cui risultati hanno dato vita al volume “Filare, tessere, colorare, creare. Storie di sostenibilità, passione ed eccellenza”, presentato all’incontro, che raccoglie i “campioni” italiani del settore, esempi di biodiversità, innovazione ed economia circolare. Sono tanti i vantaggi delle tinture naturali, collegate all’uso di fibre vegetali e animali (dalla lana alla seta e al lino). Si va incontro alle esigenze di una quota crescente di popolazione che avverte problemi dovuti ai coloranti sintetici -sottolineano Donne in Campo Cia-Agricoltori Italiani e ISPRA-. Soprattutto, recuperando piante e scarti di coltivazione a uso tintorio, si contribuisce a riqualificare aree dismesse o degradate, e a consolidare i versanti, grazie all’elevato adattamento pedo-climatico, tutelando al contempo biodiversità e paesaggio. E’ quello che ha fatto, per esempio Assunta Perilli, un’archeologa tessitrice dell’Aquilano, che ha riscoperto un’antica varietà di lino autoctona, e le sue lavorazioni tradizionali, arrivando a confezionare il kilt donato a Carlo d’Inghilterra dal sindaco di Amatrice nella sua visita dopo il terremoto del Centro Italia. E poi c’è il riciclo, che trasforma il rifiuto in risorsa, come succede nel Consorzio biellese rappresentato da Nigel Thompson che raccoglie la lana grezza prodotta dagli allevamenti ovini da latte e da carne italiani e trasforma quello che è considerato un sottoprodotto da smaltire (con costose procedure) in filati di pregio, dopo processi di lavorazione e lavaggio con detergenti biologici e biodegradabili e tinte naturali. Un problema di sostenibilità della lana italiana che è stato approfondito da Elena Pagliarino dell’Istituto di Ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Moncalieri (To). Non è mancato un interessantissimo approfondimento sulla conservazione dei tessuti ed abiti antichi svolto da Angela Lombardo restauratrice e Ugo Vittorio Vicari Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Ma è tenere in vita gli antichi modi di lavorazione, come fa Gustavo Scipioni con la sua bottega artigiana nell’antica Abbazia di Farfa dove produce tessuti di lino e cotone per la sua produzione tessile, una delle attività al centro del Convegno. Ricostruire le tracce, apparentemente scomparse, della conoscenza ed uso delle piante coloranti e la loro potenzialità nelle filiere innovative e sostenibile del colore è stato invece il compito di Enrica De Falco del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno. L’incontro è proseguito con il contributo di Emanuele Francioni che da Carpegna in provincia di Pesaro e Urbino ha presentato le tele stampate a ruggine: aceto, farina e ruggine per un tipo di stampa tradizionale e sostenibile della regione storica del Montefeltro a cavallo tra Marche e Romagna. Ha ricevuto il titolo di migliore donna manager europea dalla European Women Association per i risultati raggiunti nel campo dell’innovazione e della creatività: è Daniela Troina Magrì che ha presentato i suoi lavori artistici sulla seta pura, scelta nelle Seterie del Comasco, dove i suoi dipinti finiscono in foulards, cravatte, scialli, sciarpe, kaftani. Una vita dedicata alle colorazioni naturali dei tessuti con l’Associazione Casa Clementina è quella di Stefano Panconesi che in provincia di Biella, mette a sua disposizione la grande esperienza maturata in questo campo. “La vicinanza tra le donne e il tessere è vivissima, nella storia e ancora oggi, come testimonia il grande interesse del mondo femminile alla sostenibilità della filiera dei tessuti naturali, cui apportano valore aggiunto e spiccata sensibilità”, ha detto Pina Terenzi, Presidente nazionale Donne in Campo di Cia- Agricoltori Italiani. Con questo evento, ha aggiunto rivolgendosi al sottosegretario alle Politiche agricole Alessandra Pesce, che, ospite dell’iniziativa, ha accolto con favore la richiesta “chiediamo di avviare con il Mipaaft e i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, in collaborazione con l’ISPRA, un percorso condiviso e partecipato per la costituzione di tavoli di filiera a sostegno della produzione certificata di fibre naturali per la produzione di agri-tessuti”. “Saluto l’Assessore all’agricoltura della Regione Lazio, che è la mia regione, Enrica Onorati auspicando una piena e fattiva collaborazione nella costruzione di tale filiera”. “Le testimonianze di oggi, le buone pratiche rappresentate da agricoltori e artigiani -ha aggiunto Lorenzo Ciccarese, responsabile dell’Area per la protezione della biodiversità terrestre e per la gestione sostenibile dei sistemi agro-forestali dell’ISPRA- sono esempi che promuovono la necessità di sviluppare nuovi sistemi di produzione agricola e zootecnica che possano avere un ruolo positivo nello sviluppo di processi di riduzione dell’inquinamento e di degrado ambientale, di riciclo delle risorse e di mitigazione dei cambiamenti climatici”. La richiesta dell’ONU, emersa dall’ultima riunione dell’Assemblea per l’Ambiente, di pensare oltre i modelli prevalenti e di vivere entro limiti sostenibili è un messaggio che deve risuonare all’interno del business del tessile nel suo complesso, chiamato come gli altri settori a riformare se stesso: metodi di produzione più sostenibili, come l’uso di tinture che sprecano meno acqua, l’uso di rifiuti come materia prima e lo sviluppo di soluzioni innovative al problema dei rifiuti tessili. Dopo il saluto dell’Assessore Onorati, il Presidente nazionale di Cia- Agricoltori Italiani Dino Scanavino, nel concludere l’incontro ha ricordato come la volontà delle donne dell’agricoltura di rimanere presidio del territorio riattualizzi e rilanci nel futuro attività, come quella oggetto dell’incontro, improntate ad una sostenibilità anche economica e sociale”.


RASSEGNA STAMPA- EVENTO "FILARE, TESSERE, COLORARE, CREARE- 21 MARZO 2019



STATI GENERALI DELLE DONNE A MATERA: LUCREZIA DI GILIO PRESIDENTE DONNE IN CAMPO BASILICATA SI CONGRATULA CON  LUIGINA SPERI, DONNA IN CAMPO DI TRENTO, PRIMO PREMIO EUROPEO PER LE IMPRESE FEMMINILI

In occasione degli Stati Generali delle Donne a Matera per la sezione dell’evento dedicata all’“economia al femminile", Donne in Campo-Cia Basilicata ha dato il proprio contributo di idee, elaborazione, progetti per affermare la voglia di protagonismo delle donne di fare impresa agricola quale esempio di sostenibilità e rilanciare la “Carta di Matera”. A sostenerlo è Lucrezia Di Gilio, presidente di Donne in Campo-Cia Basilicata, annunciando che uno dei simboli più significativi è l’assegnazione del Primo Premio Europeo per le Imprese Femminili degli Stati Generali delle Donne a Luigina Speri, Donne in Campo Trentino, di Al Massarem, azienda agricola biologica premio che ha l’obiettivo di valorizzare l’azione di donne che operano quotidianamente nell’Economia. Lucrezia Di Gilio ricorda che “la Cia ha lanciato proprio a Matera in occasione della Festa Nazionale dell’Agricoltura nel 2010 un manifesto programmatico, che ha rappresentato l'eredità "morale" di Expo 2015, con un filo storico con Matera Capitale Europea 2019 nell’orgoglio del mondo contadino lucano che ha saputo conservare le proprie case nei Sassi, sino a superare il retorico e vecchio clichè di mondo contadino simbolo di arretratezza. Per Di Gilio nella sua regione è in corso da diversi anni un percorso di crescita delle donne al timone di aziende, agriturismi, fattorie sociali, attività di trasformazione dei prodotti alimentari, strutture di ricerca. Si guarda con buone aspettative derivanti dalle agevolazioni fiscali per tutte le aziende agricole che vogliano assumere donne. Questi gli effetti del decreto interministeriale del 28 novembre 2018 emanato dai Ministeri del Lavoro e dell'Economia che ha individuato nell’agricoltura uno dei settori in cui la disparità tra lavoratori e lavoratrici è più alta del 25%. In base a questi dati e all'articolo 4 della legge 92 del 2012 le aziende che quest'anno assumeranno una donna che non lavora da sei mesi avranno una riduzione dei contributi del 50% per dodici mesi se il contratto è a tempo determinato e di diciotto mesi se il contratto è a tempo indeterminato


CON DONNE IN CAMPO TOSCANA: UNA GIORNATA SULLE API E LA BIODIVERSITA’

Un convegno sull’apicoltura al femminile, i prodotti delle agricoltrici, la mostra, i laboratori sul “fantastico mondo delle api”

Nell’ambito de “L’agricoltura va in città”, a Firenze sabato 23 marzo 2019 si è svolta, al Tepidarium del Giardino dell’Orticoltura, l’iniziativa dell’Associazione Donne in Campo Toscana patrocinata dalla Regione e dal Comune di Firenze, sul tema: “Le agricoltrici custodi delle api e della biodiversità per un futuro migliore”. Secondo il programma alle ore 10:00 si è svolto il workshop “Dalla salute delle api alla tutela della biodiversità” che ha rappresentato il luogo di incontro e di confronto tra apicoltrici, esperte del settore, personalità scientifiche, Istituzioni e cittadini, sul tema strategico e delicato del mantenimento della salute delle api, non solo in funzione di considerazioni di mercato, ma soprattutto in funzione del ruolo determinante che esse hanno nella produzione di cibo, nella segnalazione delle condizioni di inquinamento ambientale (le api sono degli ottimi indicatori biologici), nella tutela della biodiversità. Il convegno è stato aperto dal saluto di Alessia Bettini (assessore ambiente e igiene pubblica del Comune di Firenze) e di Luca Brunelli (presidente Cia–Agricoltori Italiani Toscana). Ha seguito la relazione di Monica Bettollini (presidente Donne in Campo Toscana) e gli interventi di Maria Grazia Mammuccini (Federbio) su Agricoltura e mantenimento della biodiversità, della professoressa Rita Cervo (Dipartimento di biologia, Università di Firenze) su Api: non solo miele… e di Paola Bidin (Arpat) su L’eterno legame tra fertilità e comunità femminile. Dopo le testimonianze di apicoltrici e agricoltrici è stato il momento dell’intervento di Francesca Maria Cappè (Regione Toscana) su Lo stato del settore apicoltura in Toscana e disposizioni normative regionali. Alle 12:30 l’intervento di Marco Remaschi (assessore agricoltura Regione Toscana). Per tutta l’iniziativa è stata allestita la mostra della biodiversità, dedicata ai prodotti delle apicoltrici, delle floricoltrici che producono piante di un certo valore ambientale, delle agricoltrici che producono in zone marginali e che con il loro lavoro contribuiscono a mantenere e valorizzare il territorio, produttrici che si dedicano alla coltivazione e al recupero di specie e varietà antiche o esposte al rischio di estinzione. Nel pomeriggio sono stati organizzati laboratori esperienziali sul “Fantastico mondo delle api”, sulla degustazione di mieli di varietà differenti, che raccontano la biodiversità del nostro territorio, sulla conoscenza delle caratteristiche organolettiche e salutistiche dei tanti prodotti della nostra terra in funzione del luogo di produzione e del tipo di trasformazione (confronto tra formaggi diversi, oli Toscani provenienti da zone diverse o da varietà di olive differenti, laboratori per fare la pasta o le creme di bellezza, ecc.). Ha concluso l’incontro la Presidente Nazionale Donne in Campo Pina Terenzi che ha ricordato come il tema delle salute delle api susciti molta attenzione da parte dell’Associazione donne della Cia per il ruolo fondamentale per la vita vegetale. E’ seguita una degustazione dei prodotti delle agricoltrici.

DONNE IN CAMPO E AGIA ABRUZZO A BRUXELLES

Si é conclusa IL 27 marzo la trasferta di una delegazione Donne in Campo, Agia e CIA della provincia di Chieti-Pescara al Parlamento Europeo di Bruxelles. In questi tre giorni sono stati toccati diversi temi importanti per gli agricoltori come la nuova PAC, l’applicazione del regolamento Omnibus, il ricambio generazionale dei giovani in agricoltura e la tutela dell’agroalimentare made in Italy, OCM vino e vitivinicoltura europea.



SPECIALE 8 MARZO

8 MARZO. DONNE, GIOVANI E PENSIONATI CIA: “SEMINIAMO” UNA CULTURA DI CURA E RISPETTO

Le Associazioni donne, giovani e pensionati Cia (Donne in Campo, Anp-Cia ed Agia) in occasione della Festa della Donna invitano ad acquistare e regalare piante e semi: un gesto utile e simbolico per celebrare la fonte di ogni vita. Un’azione “verde” per sensibilizzare i cittadini sul valore dell’agricoltura e dell’ambiente e sulla straordinaria biodiversità del nostro paese.

Basilico, menta, rosmarino e salvia, ma anche piante alimentari e alberi da frutta. Per celebrare l’8 marzo Donne in Campo, Anp-Cia e Agia invitano i cittadini a recarsi nei tanti vivai sparsi in Italia ad acquistare piante e semi per celebrare la fonte della vita e per valorizzare la nostra straordinaria biodiversità. I semi – secondo le Associazioni Cia- racchiudono al loro interno il tempo dell’evoluzione naturale e la capacità di generare piante biodiverse per milioni di anni ancora, un ponte insomma tra il passato e il futuro. Il suolo, i semi, le piante, rappresentano il primo anello della catena alimentare e sono il simbolo della vita. Difenderli e curarli è il compito di tutti, a partire dal mondo agricolo che ogni giorno contribuisce a garantire la sicurezza alimentare valorizzando la biodiversità. Il rispetto della natura – secondo le Associazioni di Cia- Agricoltori Italiani- è un passo fondamentale per contrastare la cultura della sopraffazione che causa la violenza contro donne e anziani. Per imparare a rispettare e a valorizzare la diversità e la biodiversità, quale migliore esercizio che accudire e crescere una nuova vita vegetale? Quindi mimose, che comunque hanno toccato quest’anno il picco di vendita con 13 milioni di “mazzetti” (ovvero l’85% degli acquisti annui), ma anche rampicanti e piante aromatiche, cereali, pomodori, insalata etc. Perché “imparare a prendersi cura di una piantina, della vita vegetale -osservano i Presidenti nazionali di Donne in Campo, Anp- Cia ed Agia, Pina Terenzi, Alessandro Del Carlo e Stefano Francia- è il miglior modo per combattere la violenza che si esprime a tutti i livelli, e promuovere un cultura di pace e prosperità”.

DONNE IN CAMPO MOBILITATA PER LA CAMPAGNA “PIANTIAMOLA"

L’Associazione Donne in Campo ha scelto di rilanciare la campagna “Piantiamola”, condivisa con le Associazione di persone dei giovani e dei pensionati Cia, per dare una lettura concreta alla Festa internazionale della donna e mobilitandosi in diverse parti d’Italia per celebrare Il suolo, i semi, le piante, la fonte di ogni vita. Con la campagna “Piantiamola!” infatti - afferma la Presidente Nazionale Donne in Campo Pina Terenzi - Donne in Campo vuole stimolare i cittadini ad acquisire consapevolezza sul ruolo insostituibile che l’agricoltura svolge quotidianamente contribuendo a garantire la sicurezza alimentare e il benessere delle comunità. Acquistare una piantina e curarla è un ottimo esercizio per tutti e “imparare a prendersi cura di della vita vegetale -osserva Pina Terenzi- è il miglior modo per combattere la violenza che si esprime a tutti i livelli, prima di tutto verso le donne”.


8 MARZO: FESTA DONNEINCAMPO EMILIA ROMAGNA. UN QUARTO DEL TOTALE DELLE IMPRESE EMILIANO ROMAGNOLE È CONDOTTA DA DONNE , IL 70% DEGLI AGRITURISMI È A GUIDA FEMMINILE MENTRE ANCHE LA TOTALITÀ DELLE FATTORIE DIDATTICHE È GESTITA ‘IN ROSA’

“Abbiamo bisogno di un femminismo contadino che dia visibilità al nuovo ruolo della donna in ambito agricolo, un ruolo da protagonista, anche negli ambiti politici e decisionali e nella rappresentanza. Un femminismo che sia affermazione delle proprie capacità, aspirazioni e libertà di scelta, e che ponga la donna come protagonista dei processi di costruzione di nuovi modelli di riferimento, attraverso la promozione dell’agroecologia, dell’associazionismo, della solidarietà e della comunità”. E’ netto il pensiero di Luana Tampieri, presidente di Donne in Campo Emilia Romagna, espresso al convegno per l’8 marzo tenuto all’Istituto Cervi di Gattatico nel reggiano, che ha visto un’ampia partecipazione di imprenditrici agricole e pensionate, chiamate da CIA, Donne in Campo, Anp (pensionati) ed Agia (giovani), con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e dello stesso Istituto Cervi. “C’è un patrimonio immateriale – ha proseguito – nel fare impresa al femminile che risponde in pieno ai nuovi bisogni della società postindustriale: la qualità della vita, l’identità, il benessere, il tempo della natura ed i suoi ritmi, la responsabilità sociale”. Sono intervenuti, tra gli altri, Albertina Soliani, presidente Istituto Cervi, la storica dei movimenti contadini Valentina Iacoponi, Roberta Mori, presidente Commissione per la Parità e i diritti delle persone e Simona Caselli, assessore regionale all’agricoltura. “Le aziende condotte da donne sono un quarto del totale delle imprese emiliano romagnole che hanno ricevuto ad oggi 58 milioni di aiuti attraverso il Piano regionale di sviluppo rurale – ha detto Caselli – inoltre le imprese in rosa sono al di sopra della media nei regimi di qualità perché eccellono, ad esempio, nel il settore biologico, conducono quasi tutte le 350 fattorie didattiche e il 70% degli agriturismi”. “Donne in Campo -ha affermato Pina Terenzi, Presidente nazionale dell’Associazione, concludendo l’incontro- da anni ha scelto di elaborare una visione al femminile dell’agricoltura e del suo futuro da offrire in primo luogo al Sistema Confederale per una riflessione condivisa e comune che rispecchi tutte le anime del mondo agricolo e sia utile a tracciare un cammino per il domani da percorrere fianco a fianco”.


8 MARZO LIGURIA: "L'ALTRA META’.. DELLA TERRA"

“Dal Trentino alla Sicilia le Donne in Campo scelgono una pianta simbolica e si mobilitano per sensibilizzare i cittadini sul valore dell’agricoltura, contro i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, la salvaguardia dell’ambiente e del territorio - ha affermato Barbara Fidanza Presidente Donne in Campo Liguria in occasione delle celebrazioni per l’8 marzo- ma soprattutto per ribadire e rafforzare il ruolo della donna in tutti i campi, Donne in Campo Liguria sceglie la violetta come simbolo ed omaggio alle nostre Donne”. “Donne in campo – ha continuato Barbara Fidanza- è “una rete” di imprenditrici agricole il cui simbolo è la spiga e il papavero, composta da donne che vogliono far sentire la loro voce, anche in occasione dell’8 marzo. Una giornata per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche, nonché le discriminazioni e le violenze a cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. L’Associazione costituisce in Italia una vera “avanguardia”. E’ un’associazione che è componente della Cia- Agricoltori Italiani che si propone di portare all’attenzione della società e del mondo politico la voce di un fare femminile che nella sua diversità chiede di essere riconosciuto e valorizzato”. Ed è proprio la violetta che in occasione dell’incontro che si è tenuto l’8 marzo alle ore 17.30 presso la sala consiliare della Provincia della Spezia, è stata donata a tutte le donne presenti come simbolo per contrastare la discriminazione e la violenza di genere, che ancora oggi è presente all’interno della nostra società. Al termine dell’evento, dove si è discusso il ruolo della Donna nella società spezzina, sono state premiate alcune donne titolari di aziende agricole femminili della Provincia della Spezia: neo- imprese agricole gestite da giovanissime Donne, aziende che si sono contraddistinte per la loro innovazione e alcune aziende storiche del territorio. Inoltre Donne in Campo Cia Liguria ha consegnato la targa “ad honorem” a due Donne che hanno contribuito a rendere visibile e supportare attivamente il ruolo, e l’attività della Donna rurale della provincia nella storia e nel presente.


8 MARZO, LAMEZIA TERME: DONNE IN CAMPO-CIA PIANTANO UNA MIMOSA INSIEME AI RAGAZZI DEL POLO TECNOLOGICO LAMETINO

In agricoltura il ruolo della donna è stato sempre centrale: all’interno del mondo rurale in passato e del mondo dell’imprenditoria agricola oggi. Per diffondere la consapevolezza della presenza femminile anche in questo settore, Donne in Campo Calabria già da alcuni anni aderisce all’iniziativa nazionale “PIANTIAMOLA!” indetta dall’associazione della Cia-Agricoltori italiani che raggruppa le imprenditrici agricole. Un gioco di parole che si presta a una doppia lettura: un NO determinato e forte alla discriminazione di genere e alla violenza, declinate con tanti atteggiamenti spesso subdoli e non direttamente evidenti. Ma è anche il modo per far “sbocciare” qualcosa di buono, “piantare” è un gesto che riporta al rispetto della vita in senso lato. Per questo è stata messa a dimora una mimosa come simbolo della cura che è fatta di gesti concreti e della quotidianità del lavoro in agricoltura, che non è solo coltivazione dei campi, ma anche custodia dell’ambiente, sviluppo del territorio, inclusione, riscoperta delle tradizioni e allo stesso tempo apporto di innovazione. Quest’anno Donne in campo Calabria ha scelto di collaborare con il Rotaract di Lamezia Terme e di coinvolgere gli studenti del Polo Tecnologico di Lamezia Terme. Una scuola selezionata non a caso, poiché le professioni tecniche (come quelle agricole) spesso sono accompagnate da pregiudizi: vogliamo dire insieme che non ci sono professioni maschili o femminili, ma uomini e donne diversi tra loro, ognuno con la propria peculiarità e con le proprie inclinazioni, che non dipendono dal genere. L’attività è stata rivolta alle quarte classi che si sono assunte l’impegno di prendere in custodia la mimosa piantata. Queste classi il prossimo anno saranno in uscita e dovranno, nel giorno dell’8 marzo, passare il testimone ai compagni di un’altra quarta. L’idea è innescare un circolo virtuoso, per trasmettere a quanti più ragazzi possibile che la cultura del rispetto ha bisogno di cure e attenzioni, ha bisogno di essere coltivata proprio come una pianta.


8 MARZO MARCHE: DONNE IN CAMPO E ANP CIA INSIEME PER LA CAMPAGNA "PIANTIAMOLA"

Piantiamola un’azione “verde” per celebrare la Festa della Donna

Piantare un seme, una pianta e averne cura non è solo un atto simbolico ma un atto concreto per “dare vita” promuovendo il rispetto della natura e dei suoi ecosistemi. Una iniziativa per sensibilizzare tutti i cittadini sul valore dell’Agricoltura della sicurezza alimentare e contro i cambiamenti climatici. Donne in Campo Cia Marche e ANP Marche insieme con l’iniziativa PIANTIAMOLA con Fiammetta Russo, Silvia Orlandi, Donatella Manetti, Giuditta Politi e il Dott. Mauro Tiberi; testimonianze scientifiche di rappresentanza e di vita con tanti elementi che oggi hanno unito nel riabilitare il ‘femminile’ che è dentro ad ognuno di noi per comprendere che accudire la vita non è debolezza e distruggerla non è forza ma può essere il primo passo per un progresso collettivo.


8 MARZO, FIRENZE. DONNE IN CAMPO PER ARTEMISIA AL MERCATO DELLA SPESA IN CAMPAGNA DI FIRENZE

In occasione della Giornata internazionale della donna, l’Associazione Donne in Campo Toscana Centro ha organizzato una vendita di piantine ornamentali, il cui ricavato è stato interamente devoluto all’associazione Artemisia – Centro Antiviolenza.


MILANO: IL 6 MARZO IL CONVEGNO "L'IMPEGNO DELLE AGRICOLTRICI"

In occasione della Festa della Donna è stato organizzato un incontro che vuole essere un altro approfondimento sul valore dell'agricoltura femminile, dopo il Convegno all'Università Bicocca del 29 Novembre 2018. Non sempre siamo consapevoli del significato del fare agricoltura all'interno dei Parchi, ma la sensibilità femminile può cogliere quegli aspetti che rimotivino gli agricoltori ad essere partecipi ed orgogliosi di far parte di una comunità dove le attività agricole sono salvaguardate e possono contribuire a migliorare il paesaggio e a conservarlo per le future generazioni. Il convegno in oggetto, nell’ambito degli Stati Generali dell’Agricoltura è stato organizzato dalla Casa dell'Agricoltura con il Patrocinio della Città Metropolitana di Milano, Parco Agricolo Sud Milano, Ufficio del Parlamento Europeo ed in collaborazione con Donne in Campo Lombardia e Confagricoltura Donne Lombardia. Il convegno si è svolto mercoledì 6 marzo a Milano, presso Palazzo Isimbardi – Sala degli Affreschi, in via Vivaio, 1, dalle 9 alle 13, finendo con una degustazione di prodotti agricoli.


DONNE IN CAMPO PADOVA: IL 9 MARZO "IO NON SPRECO ... E TU?"

Il 9 marzo Donne in Campo Padova, in occasione della festa della donna, ha creato all’interno del mercato contadino di Piazza Cuoco a Padova, un momento dedicato alla sensibilizzazione contro lo spreco alimentare, coinvolgendo anche 6 classi della vicina scuola elementare che hanno partecipato attivamente con le loro insegnanti. In particolare si è fatto conoscere ai ragazzi i prodotti delle aziende agricole e spiegato come non sprecare il cibo prodotto ed acquistato. Si sono soffermati su 5 argomenti: il latte e il formaggio, il pane, il miele, la frutta e la verdura, la carne e i salumi. Ogni anno, nel mondo vengono sprecati circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo di cui l’80 % ancora consumabile. In Europa si sprecano, in media, circa 180 kg di cibo pro-capite all’anno. Il triste primato dello spreco è rappresentato dall’Olanda con 579 Kg pro-capite l’anno. In Italia lo spreco pro-capite l’anno è di 149 kg. E’ importante ricordare a questo proposito che un cibo sprecato non solo diventa inutile ma è anche dannoso per l’ambiente. Insieme al cibo dobbiamo considerare che vengono sprecati anche la terra, l’acqua, i fertilizzanti che sono stati necessari per produrlo. Ridurre lo spreco significa anche contribuire a salvaguardare la nostra Terra.


DONNE IN CAMPO TRENTINO PARTECIPA ALLA 73^ MOSTRA DELL’AGRICOLTURA A CASOLARA- TRENTO

La manifestazione è ormai entrata nella storia della città di Trento ed è l'appuntamento di primavera per eccellenza. Si tratta di un evento atteso da cittadini, agricoltori e allevatori: una vera e propria festa di primavera dei trentini! Sabato 16 e domenica 17 marzo 2019 dalle 08.00 alle 19.00, i padiglioni di via Briamasco sono stati aperti per accogliere, come ogni anno, visitatori e tecnici. Ad attenderli circa 150 espositori. In mostra macchinari e attrezzi per l'agricoltura, il giardinaggio e l'allevamento, uno spazio dedicato alle piante officinali, aromatiche e alle piante grasse, prodotti d'artigianato, stand gastronomici, e l'immancabile polo zootecnico. E ancora laboratori per i bambini e le famiglie, e assaggi e racconti. La Mostra è dislocata su 10 mila metri quadrati, con padiglioni interni e piazzali esterni. Donne in Campo Trentino è stata presente con un coloratissimo stand, ricco di sapori e profumi delle campagne e con curiosi LABORATORI didattici, dove si è preparata l’Agrimerenda a base di pane casareccio, burro fatto sul momento e marmellata.





SICILIA: "AGRICOLTURA SOCIALE, UN'OPPORTUNITA’ PER TUTTI"

“Agricoltura Sociale, un’opportunità per tutti” è il titolo del convegno che si è svolto venerdì 22 marzo, a partire dalle ore 9, all’Ibis Styles President Palermo organizzato dalla Cia Sicilia Occidentale, INAC e Donne in Campo. Tra i relatori Antonio Cracolici, Deputato ARS, Dario Cartabellotta, Dirigente Generale del Dipartimento Regionale della Pesca Mediterranea, Cinzia Pagni, membro del Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale e presidente di ASeS – Associazione Solidarietà e Sviluppo, Ong promossa da Cia-Agricoltori Italiani, Angelo Forgia, direttore regionale Patronato INAC-CIA, Salvatore Cacciola, sociologo e presidente della Rete Fattorie Sociali Sicilia, Giuditta Petrillo, Presidente del CeSVoP. I saluti iniziali sono stati di ANTONINO COSSENTINO, presidente della Cia Sicilia Occidentale e ha moderato Laura Bargione, Presidente Donne in Campo CIA Sicilia Occidentale. Durante l’incontro ci sono state anche le testimonianze di aziende agricole che si occupano di agricoltura sociale e di associazioni del terzo settore.


14 FEBBRAIO 2019: LA SANITA’ DEL FUTURO IN EMILIA ROMAGNA.

“L’invecchiamento attivo noi lo facciamo lavorando nelle campagne”

Si è parlato del futuro della sanità in Emilia Romagna con particolare riferimento agli ‘over 65’, nel corso del convegno promosso dall’associazione nazionale pensionati Anp di Cia–Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna che si è svolto il 14 febbraio a Bologna e al quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi. Nel suo intervento introduttivo Pierino Liverani, presidente regionale Anp, ha ricordato che in Emilia Romagna gli ultrasessantacinquenni sono oltre un milione, pari a circa il 24% della popolazione regionale. Da qui l’analisi delle problematiche che nascono per il numero crescente di anziani che vivono soli, oltre il 32%, soprattutto per la morte del coniuge e di difficoltà che si moltiplicano per la non autosufficienza legata all’allungamento della vita che non va sempre di pari passo con le buone condizioni di salute. “Per questo, - ha concluso Liverani - i temi della salute pubblica devono far parte di tutele nelle politiche pubbliche, dalle politiche urbanistiche per disegnare le città, le periferie e le aree rurali a misura delle persone che vi abitano, alla garanzia di mobilità sostenibile e sicura, alle politiche ambientali, alla promozione di stili di vita appropriati. In sostanza una comunità che si organizza per “guadagnare in salute” e promuovere il benessere dei propri cittadini”. “La salute passa sempre dalla prevenzione”. Ha ribadito in apertura del suo intervento anche Luana Tampieri, presidente di Donne in Campo Emilia Romagna. Per questo ha ricordando la necessità che la sanità regionale continui campagne vaccinali e programmi di screening”. Importante il concetto di prevenzione anche per Agia. Un tema ritenuto strettamente correlato a quello di promozione della salute. “Una risorsa della vita quotidiana – ha precisato, infatti, Valeria Villani, presidente regionale di Agia, l’associazione che riunisce i giovani agricoltori della Cia. - che, nella sua promozione deve andare oltre gli stili di vita sani per includere anche la nozione di benessere. “Un servizio sanitario pubblico e moderno”. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha ricordato l’accordo sulla ripartizione del Fondo nazionale che ha portato 90 milioni in più rispetto alla scorso anno alla sanità della nostra regione. Bonaccini ha poi rimarcato la presenza, e forte, dell’assistenza e cura alle persone in Emilia Romagna. “Nella nostra regione – ha detto il presidente – non conta il portafoglio che si ha in tasca, perchè tutti ricevono una cura”. E questo grazie anche ad un sistema pubblico indispensabile – ha detto ancora Bonaccini – che noi difenderemo con le unghie e con i denti”. La chiusura dei lavori è stata affidata al presidente regionale Cia Cristiano Fini. “Il sistema sanitario regionale - ha detto Fini - è un modello che funziona ma va incentivato e potenziato. L’invecchiamento attivo noi lo facciamo lavorando nelle campagne, vorremmo lavorare meno, ma lo dovremo fare almeno fino ad 80 anni. Importante è ricordarsi e tutelare le aree rurali dove tanti anziani sono soli, la famiglia non è più numerosa come una volta e occorre, anche per loro, un occhio di riguardo”.

Le storie


DONATELLA: PER NATURA MULTITASKING, PER PROFESSIONE “VACCARO”

Da “DONNE DEL FOOD - Le paladine dell’alimentare italiano”

Si presenta così Donatella Vanadia. La sua famiglia ha per tradizioni un’azienda agricola che prima risiedeva nel messinese ed oggi è a Vizzini, in provincia di Catania. “Sono nella terra di Giovanni Verga e i paesaggi sono quelli descritti nelle sue novelle. Sono rimasti identici, stessi colori e stessi profumi, e io sono orgogliosa di essere qui e mi sento anche un po’ custode di questo territorio che mantiene inalterata la sua natura e il suo fascino”. Papà Sebastiano vuole che i suoi cinque figli studino e facciano l’università, Donatella si laurea in veterinaria e la sua tesi è pubblicata a livello nazionale. È uno studio sulle caratteristiche genetiche delle vacche marchigiane in cui viene anche dimostrata la loro versatilità e capacità di adattarsi al territorio. Per approfondire i suoi studi Donatella gira un po’ tutta l’Italia ma l’amore per la sua terra la riporta sempre a Vizzini dove inizia ad allevare proprio quelle vacche marchigiane che ha studiato. Quando il papà viene a mancare tutti i fratelli, con percorsi di studi ed esperienze professionali diverse, si riuniscono e, senza dubbi né discussioni, scelgono di andare avanti con l’azienda di famiglia. “Penso sempre che la terra abbia la capacità di rafforzare i legami, familiari e sociali, ci fa riflettere sui valori che contano, con le sue stagionalità ci ridà il ritmo giusto della vita, che proprio per questo va vissuta al massimo e ci ricorda che le opportunità ci sono sempre e vanno colte.” Da questa sua convinzione nascono anche tutte le molteplici attività che Donatella svolge. Collabora con la ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) veterinaria, è attiva nell’associazione Donne in Campo della CIA di cui è vice presidente regionale, partecipa a convegni e seminari e va anche nelle scuole a raccontare cos’è il benessere animale e il suo valore per la qualità degli alimenti. A proposito di multifunzionalità Donatella crede che le donne la abbiano nel loro DNA, “da sempre sono necessariamente impegnate a lavorare su più fronti e la loro natura le porta ad essere flessibili, creative e innovative. Se ci sono ostacoli o difficoltà vanno superati e la via di uscita si trova. Questo poi vale a maggior ragione per chi lavora in campagna dove gli imprevisti sono all’ordine del giorno, come pure le dinamiche del mercato, ed è proprio la terra che ci offre sempre nuovi stimoli e ci dà l’opportunità di aguzzare l’ingegno, non ci permette mai di fare una vita monotona”. E incontrando tante donne della sua associazione Donatella continua a trovare sempre conferme sulla sua tesi. “Sono tante le donne che avviano nei loro campi produzioni alternative, che hanno voglia di valorizzare il territorio e i suoi prodotti, che hanno scelto di aprire le porte delle loro aziende creando agriturismi e fattorie didattiche. Siamo forse più consapevoli che i nostri territori hanno tanto da dare e da raccontare e possono e devono dare il giusto reddito. Anche i giovani dovrebbero capirlo senza farsi distrarre troppo dalle dimensioni virtuali, che spesso li allontanano dalla realtà, non facendogli apprezzare le soddisfazioni e le emozioni che danno la terra e i rapporti sociali.” E se oggi si parla tanto di benessere animale per Donatella questo tema non è certo una novità. Le sue vacche marchigiane e modicane – una razza autoctona da latte – vivono in condizioni semi brade, mangiano tanto foraggio e sono seguite quotidianamente dal suo occhio vigile. Donatella non ha neanche mai smesso di studiare e per questo ci mette la sua faccia sulla qualità della sua carne e del suo latte. Potrebbe parlarvi per ore della “omeostasi”, di tutti gli elementi che contribuiscono all’equilibrio e al benessere degli animali…ma mentre parliamo al telefono si interrompe, sta controllando l’ingresso delle sue vacche nelle stalle. È più forte di lei, non ce la fa a non essere multitasking.

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