NEWSLETTER N.3/2018


DONNE IN PRIMA LINEA NELL’IMPRENDITORIA AGRICOLA: INTERVISTA A PINA TERENZI

L’agricoltura vede un aumento significativo delle donne in ruoli di comando all’interno delle aziende del settore. Da una recente indagine risulta che un’impresa su tre è gestita da donne e che le imprese “a conduzione femminile” hanno tenuto meglio la crisi economica rispetto alle imprese maschili. L’associazione Donne In campo, una rete di donne imprenditrici agricole presente in 18 regioni italiane, nasce con l’obiettivo di rappresentare la visione femminile dell’agricoltura e creare una comunità di scambio e di supporto reciproco. Ne abbiamo parlato con Pina Terenzi Presidente Donne in Campo-Cia

Il video, realizzato per il periodico UILS Proposte da Silvia Scafati, è disponibile cliccando qui:https://www.youtube.com/watch?v=t9yyKSa0JQY&featur...


SALVAGUARDARE I GRANI ANTICHI SICILIANI: AL WORKSHOP ANABIO AL SALONE DEL GUSTO, L'INTERVENTO DI GEA TURCO

Pubblichiamo l'intervento della Presidente Donne in Campo Sicilia, Gea Turco, produttrice di grani antichi, al Convegno Anabio-Cia che si è svolto al Salone del Gusto Terra Madre a Torino il 20 settembre scorso

Breve excursus sul perché della salvaguardia. I semi fanno parte della nostra quotidianità e sono collegati più di quanto possiamo immaginare a molti dei problemi globali di cui quotidianamente parliamo sul nostro pianeta. Sono Infatti collegati alla diminuzione della biodiversità, alla povertà e quindi anche alla fame e alla malnutrizione, alla diminuzione delle risorse idriche e quindi ai cambiamenti climatici, sono strettamente connessi allo stato di salute di chi li consuma. L'agrobiodiversità negli ultimi 70-80 anni è diminuita drasticamente. Infatti il 75% della diversità genetica delle colture già è andata perduta. Il mercato che regola il controllo del seme non permette ai contadini di scegliere liberamente le varietà che più si adattano ai loro terreni, di conseguenza anche i consumatori non avranno scelta sul cibo. Le varietà di semi e piante che troviamo sul mercato per essere legalmente vendute devono soddisfare i criteri di distinguibilità uniformità e stabilità, che ne modificano la capacità di adattamento e la loro biodiversità. L'opera di domesticazione delle piante cominciata nella Mezzaluna fertile 9000 anni fa continua ancora oggi. Durante le loro migrazioni i popoli portarono con sé semi e bestiame che si adattarono ai luoghi. 

Nei loro insediamenti permanenti gli uomini cominciarono quindi a selezionare le piante più desiderabili, robuste, sane e tenere. Così avvenne che nei millenni innumerevoli contadini e contadine, in migliaia di posti diversi continuarono a selezionare osservare le piante ritenute migliori, più adatte al proprio terreno e al proprio clima. Da questo lavoro sono giunte fino a noi le varietà antiche frutto della scienza non scritta che è il sapere contadino. Quelle varietà antiche adattatesi nel tempo agli spazi sono oggi custodite nelle banche del germoplasma e moltiplicate nelle banche del germoplasma viventi e in evoluzione dagli Agricoltori Custodi. In Sicilia lungo il loro viaggio millenario i semi hanno attecchito anche nella cultura mitologica che è intrisa di miti che parlano di grano. Nasce infatti sulle sponde del Lago di Pergusa a Enna, il mito della dea Proserpina, figlia di Cerere, la dea Delle Messi. In questa terra dal III millennio a.C. il frumento ha trovato le condizioni ideali per la domesticazione, oggi più di 50 varietà di frumenti, chiamati grani antichi, sono stati recuperati e custoditi all'interno della Stazione sperimentale di granicoltura per la Sicilia di Caltagirone in provincia di Catania. Grazie all'opera di moltiplicazione di queste varietà antiche ad opera prima di alcuni agricoltori custodi e poi di un numero sempre crescente di appassionati, all'impegno degli enti di ricerca e agli studi degli enti universitari, oggi questo patrimonio genetico è rientrato nuovamente sul mercato ed è tornato sulle tavole dei consumatori. Anche se in un comparto di nicchia, agricoltori, mugnai, panettieri, pastificatori contribuiscono a custodire una memoria e un patrimonio genetico vivo e in evoluzione. Il mondo dei grani antichi sta gradualmente facendo rifiorire quel sapere contadino, fatto anche di aggregazione e confronto tra i custodi, indispensabile ai fini di produzioni sane ed economicamente vantaggiose. Infine, la cultura dei grani antichi ha la capacità di indurre agricoltori, trasformatori e consumatori verso un percorso di revisione e riprogettazione dei propri modelli di vita in chiave sempre più sostenibile".


MARCHE: LE DONNE IN CAMPO PARTECIPANO ALL’INAUGURAZIONE DEL FIENILE DONATO DALLA CIA TRENTINO ALLA GIOVANE ALLEVATRICE DI ASCOLI PICENO

Si è svolta a Roccafluvione, presso l’Azienda agricola di Marina Cannella l’iniziativa “Dall’emergenza al rilancio del territorio”, con la cerimonia di inaugurazione del fienile che è stato donato dalla Cia-Agricoltori Italiani del Trentino. Donne in Campo Marche insieme alla Presidente Donatella Manetti ha partecipato attivamente all’iniziativa riconfermandosi protagonista dell’impegno nella ricostruzione. L'evento è stato occasione per fare il punto della situazione in merito al rilancio del territorio dopo il sisma. “Il terremoto nelle aree del centro Italia ha accelerato e aggravato tutti i problemi connessi alle aree montane, e ora abbiamo il compito di prendere in mano la situazione e trovare il giusto equilibrio per una ripresa celere e a misura di territorio -ha commentato Mirella Gattari, presidente di Cia Marche-. “Quando la consegna delle SAE è a buon punto la nostra attenzione deve essere rivolta a tutto il tessuto sociale ed economico dell'area, affinchè si ricostruisca la comunità, elemento indispensabile per il presidio e la tutela del territorio stesso”. “E' necessario infine ed estremamente urgente applicare la legge 97 del 1994, la famosa legge della montagna che però non ha mai avuto decreti attuativi per renderla davvero fruibile. Una legge dello stato che richiama la Costituzione, un nostro diritto di vivere nelle aree montane, anche con provvedimenti a specifico ed esclusivo favore delle zone montane, come recita l'articolo 44 in essa richiamato”.

A CASTEL CAMPO (TN) IL MERCATO DI DONNE IN CAMPO TRENTINO

Nella località di Castel Campo, a Fiavè, il 19 agosto, nel cortile e nel giardino dell'azienda agricola biologica Castel Campo. si è svolto il mercatino delle Donne in Campo, degli artisti e degli artigiani locali, con laboratori, la visita al castello e con la raccolta delle erbe spontanee commestibili.




LA PRESIDENTE PINA TERENZI AL CONVEGNO DI "RIETI CUORE PICCANTE"

Oltre 100 stand e ben 400 varietà di peperoncini provenienti da tutto il Mondo in mostra a “Rieti Cuore Piccante”, che dal 29 agosto al 2 settembre è tornata ad animare lo splendido centro storico del capoluogo laziale. Organizzata dall’Associazione peperoncino di Rieti e giunta all’ottava edizione, la manifestazione ha rappresentato un’occasione unica per scoprire il mondo del peperoncino e tutto ciò che lo circonda; stand, degustazioni, convegni ed esposizioni sono stati all’insegna di questa prelibatezza e del concetto di “piccante” visto da molteplici prospettive. Al chiostro di Sant’Agostino, il 1 settembre alle 18.30, si è svolto il convegno “Peperoncino e gastronomia: ventaglio di opportunità”. Sono intervenuti Massimiliano De Toma, Deputato, Leonardo Tosti, Presidente Confcommercio Lazio Nord, Ernesto Di Renzo, antropologo, Bartolomeo Schirone, Università degli Studi della Tuscia, Michele Casadei, presidente Federalberghi Rieti, Samuele Tognaccioli, presidente di Fida Umbria, Mariastella Diociaiuti, Unione nazionale consumatori e Pina Terenzi, presidente nazionale di Donne in Campo – Cia. Nel suo contributo la presidente Pina Terenzi ha spiegato l'importanza delle Donne che fanno impresa nelle zone rurali, che con la loro attività hanno da sempre creato opportunità di lavoro, hanno dato vita a comunità, con agriturismi, fattorie didattiche ed agriasilo. Un lavoro che va ben oltre la sola produzione agricola, ma che assume una funzione sociale in quanto la loro caparbietà e tenacia ha permesso di recuperare territori, tradizioni e  la storia di un mondo antico da attualizzare. 

BOOM DELLA LAVANDA, MA IL MERCATO È DA COSTRUIRE

Donatella Manetti, Presidente Donne in Campo Marche intervistata da Federica Levi per “Terra e Vita”

La lavanda di Donatella. E quella di Patrizia. Imprenditrici che nelle Marche puntano su una coltura che può fare territorio, turismo e business. Ma occorre puntare sulla diversificazione dei prodotti, dalla cosmesi al tessile, e sulla costruzione di filiere di vendita diretta. Dalla moda all’agricoltura il passo è breve. Ne è convinta Donatella Manetti, che si è reinventata imprenditrice agricola dopo 25 anni di carriera da manager nel settore tessile. «Alla soglia dei 50 anni ho deciso che era giunto il momento di dire basta. Ero stufa di sacrificare gli affetti per una carriera che mi ha portato lontano dalla famiglia. Così ho lasciato Milano e, insieme a mio marito, agronomo presso l’Università Politecnica delle Marche, ho acquistato un pezzo di terra nella campagna marchigiana».

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"IL BARATTO DEI SAPERI" ALLA FIERA MILLENARIA DI GONZAGA

Anche quest'anno Donne in Campo Est Lombardia - sezione di Mantova - ha partecipato il 4 settembre alla Fiera Millenaria di Gonzaga presso lo stand CIA, con un'iniziativa proposta all'interno del progetto regionale "Il Baratto dei Saperi". Sono stati presentati al pubblico assaggi di preparazioni a base di susine, uno dei prodotti stagionali dell'agricoltura locale, chiedendo una valutazione con un apposito modulo. Molte le persone che si sono soffermate con curiosità e ammirazione, scambiando Saperi e Sapori, mostrando il loro consenso per quanto stavano degustando e in particolar modo per il "Flan di susine", ricetta vincente della serata.


DONNE IN CAMPO TOSCANA AL FESTIVAL DELLA SALUTE DI MONTECATINI TERME

Il 22 settembre scorso a Montecatini Terme (PT) in occasione del Festival della Salute, si è svolta l’iniziativa Educazione Alimentare e Stili di Vita alla quale hanno partecipato Alessandra Alberti, Cia Toscana (“Sicurezza alimentare, tracciabilità ed etichettatura degli alimenti”) e Monica Bettollini, presidente di Donne in Campo Toscana. Il Convegno si è articolato in diversi argomenti di utilissima quotidianità per la nostra Salute, quali la corretta alimentazione e stile di vita, la sicurezza alimentare, la tracciabilità e l'etichettatura degli alimenti, le tecniche di preparazione e l'Olio Extravergine di Oliva, o delle caratteristiche, delle proprietà e delle tecniche di assaggio. Al termine dell’iniziativa è stato offerto un buffet con prodotti di filiera corta a cura di Donne in Campo Toscana e La Spesa in Campagna regionale.



DONNE IN CAMPO ALLA PRIMA FESTA DELLA VENDEMMIA DI GARAGUSO SCALO (Matera)

Far conoscere ai ragazzi la tradizione della festa della vendemmia, formare gli studenti degli istituti tecnici agrari per affrontare le operazioni di viticoltura e vinificazione, avvicinare le giovani generazioni all’agricoltura e alla sana alimentazione. Sono questi gli obiettivi della prima festa della vendemmia che si è tenuta il 25 Settembre scorso in provincia di Matera a Garaguso Scalo, nell’area dell'Istituto Professionale Settore Servizi per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale. Tra i promotori insieme al Dirigente Scolastico prof. Pietro Carmine Izzi, alla presenza dell’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia, le organizzazioni della Cia-Agricoltori, Agia, Donne in Campo e La Spesa in campagna, Apicoltori Lucani. Nelle tradizioni contadine le stagionali attività produttive sono sempre state legate a momenti di festa che celebravano la momentanea grande disponibilità di risorse ma anche la fine di periodi particolarmente faticosi. Quei momenti univano la gioia al grande spirito sociale che faceva da collante tra lavoratori e le loro famiglie e li faceva affrontare meglio la fatica del momento. In questo periodo due eventi caratterizzavano la vita contadina: la vendemmia e la raccolta delle olive. E oltre a trasmettere i valori della festa si sono svolti momenti di orientamento per le classi delle scuole medie ospiti con laboratori didattici di apicoltura, analisi del terreno, determinazione del grado zuccherino dell’uva e grado alcolico del vino. I ragazzi inoltre si sono cimentati nelle attività di vera e propria pigiadiraspatura e vendemmia; nell’azienda agraria dell’Istituto sono stati allestiti stand espositivi “La Spesa in campagna” a cura delle organizzazioni di produttori, Albanuova società cooperativa agricola di Tricarico. Un’occasione – hanno sottolineato Rudy Marranchelli (Agia) e Lucrezia Di Gilio (Donne in Campo) per motivare i giovani a credere nelle opportunità del lavoro nei campi incoraggiandoli a diventare imprenditori agricoli e per svolgere una campagna di comunicazione per distinguere le produzioni alimentari locali. Marranchelli e Di Gilio hanno insistito sull’ Importante ruolo della scuola per formare gli agricoltori e tecnici di domani. Agricoltura – ha detto l’assessore Braia - è quel settore che, forte delle proprie tradizioni, sa innovare e innovarsi. Innovazione per produrre di più rispettando l'ambiente, per semplificare la gestione e rendere più sicuro il lavoro. Dirigenti di associazioni della Cia hanno confermato le previsioni dell’Ismea di un incremento del 18% della produzione vinicola 2018 in Basilicata e soprattutto la buona qualità dell’annata soprattutto per l’aglianico. Quanto alle previsioni Ismea sulla quantità complessiva – 76mila ettolitri rispetto ai 65mila ettolitri del 2016 – sono numeri di non facile riscontro, tanto più per le produzioni autoctone e di aziende che ne fanno esclusivo uso familiare, e secondo la Cia hanno bisogno di una verifica che sarà possibile solo a completamento delle operazioni di vendemmia appena iniziate. Il risultato finale sia sul fronte quantitativo che qualitativo comunque dipenderà per ogni vitigno, come prassi, dal periodo immediatamente precedente la vendemmia. La regolare maturazione delle uve, infatti, è condizione necessaria non solo per i volumi ma anche per il raggiungimento del giusto sviluppo del grado zuccherino, su cui le continue piogge potrebbero incidere negativamente. Un minimo comune denominatore sull’intero territorio nazionale rispetto alla situazione attuale, come ribadiscono gli esperti dell’Ismea, è l’estrema attenzione che i produttori hanno posto al monitoraggio dei vigneti e questo è uno di quegli anni in cui la capacità del viticoltore farà la differenza sul risultato finale.


VIAGGI IN CAMPO: i racconti


DONNE IN CAMPO LOMBARDIA IN VISITA ALLE AZIENDE AGRICOLE DELLA LESSINIA

di Renata Lovati

Donne in Campo Lombardia in occasione del Film Festival della Lessinia, che è in Italia l’unico concorso cinematografico internazionale esclusivamente dedicato a cortometraggi, documentari, lungometraggi e film di animazione sulla vita, la storia e le tradizioni di montagna, ha colto l’occasione per conoscere e visitare l'agricoltura locale. Il 28-29 Agosto 2018 quindi, alla scoperta di questa zona montana così bella e ricca di pascoli siamo state accompagnate da Marcello Volanti, veterinario esperto di zootecnia biologica. Marcello è un veterinario particolare, figura eclettica che ha impostato il suo lavoro in modo tale che le sue consulenze non si limitano alle conoscenze mediche, ma diventano stimolo per creare reti di conoscenza tra gli allevatori e nuove possibilità di reddito. Diffondere la zootecnia biologica è opportunità per contribuire a sensibilizzare il mondo agricolo sui problemi ambientali, creando alleanze durature tra produttori e consumatori. Nella prima giornata, partiti dal rifugio Branchetto, abbiamo fatto una bellissima passeggiata tra malghe e pascoli caricati in modo del tutto sostenibile da mandrie di vacche, frisone, pezzate rosse e piemontesi. Straordinario vedere tante frisone al pascolo, animali molto belli e di alto valore genealogico che si muovono liberamente senza recinzioni. La Lessinia è costituita da un vasto altopiano molto articolato, solcato da numerose valli a canyon con grandi superfici prative e a pascolo che nel 1990 è stato istituito Parco Naturale Regionale nella zona dell'altopiano centrale e delle cime di confine con il Trentino. Spesso gli allevatori non sanno quello che avviene nelle vallate vicine e da qui Marcello è partito per avviare un progetto di recupero della pecora Brogna, razza autoctona a triplice attitudine che stava scomparendo anche se la sua lana pregiata veniva commercializzata in tutta Europa fino al sedicesimo secolo. Dare dignità a quest'animale e restituire un valore a un prodotto che, come la lana è diventato rifiuto da smaltire, era possibile solo mettendo in contatto gli allevatori che ancora l'allevavano cercando di costruire una rete capace di commercializzare i prodotti forniti da questo animale che svolge tra l'altro un servizio di tutela del territorio, pascolando i terreni dove le vacche non riescono ad arrivare e salvandoli dal degrado e dall'abbandono. Lorenzo Erbisti è il pastore che alleva il nucleo più consistente, 800 pecore che vengono munte per circa due mesi dopo aver svezzato gli agnelli e la cui lana viene raccolta e conferita insieme a quella di altri allevatori all'associazione creata nel maggio del 2012. Cristina Ferrarini dell'azienda “Lana al pascolo” è diventata referente del progetto e ha potuto mostrarci i primi prodotti creati oltre al filato, trapunte e cuscini. Inoltre sono stati presi contatti con i ristoratori locali per valorizzare la carne, che ha un gusto delicato e trasformarla anche in prosciutto e in un tipico salame, il brognolino. Da Lorenzo abbiamo potuto assistere anche al lavoro svolto dai suoi cani nel raggruppare gli animali, esibizione davvero entusiasmante che ci ha fatto comprendere quanto sia profondo il rapporto tra animale e uomo in questi ambienti così belli e incontaminati. Altro progetto che ha ridato vita a una piccola azienda zootecnica che aveva venduto le vacche una decina di anni fa, è quello della mozzarella biologica per Eco NaturaSi. Alessandra Brollo è la titolare dell'azienda Fontana Vecchia, dove la stalla è tornata a nuova vita grazie a un nucleo di vacche pezzate rosse il cui latte biologico, valorizzato da un prezzo fissato e garantito con l'acquirente, ha dato origine alla filiera della mozzarella bio. Altra produzione che integra il reddito dell'azienda è quello dell'allevamento dei polli bio che vengono venduti ai Gruppi di acquisto o su prenotazione. Gli animali che dispongono di pascolo inerbito integrano la loro dieta con gli scarti degli ortaggi provenienti da una vicina azienda anch'essa biologica. Perché Marcello ci ha spiegato che l'allevamento di polli, ma ancor più di ovaiole in piccoli numeri ben si presta a integrare il reddito delle aziende orticole, mettendo a disposizione degli animali gli scarti dei raccolti e spostandoli su carri che vengono posizionati all'interno di recinti spostabili. Gli animali, tra l'altro razzolando, lavorano naturalmente il terreno e lo fertilizzano. Ultima azienda visitata, quella di Chiara Castagna, che insieme alla sorella ha da poco avviato la produzione dello zafferano integrando a sua volta la vendita con marmellate e conserve. Lo zafferano è produzione faticosa e delicata ed è davvero ammirevole vedere l'impegno e la passione con cui anche in Lessinia si sia incominciato a lavorare in questo settore. Avevamo in programma di incontrare anche Agitu Gudeta, dell'azienda “La capra felice“ allevatrice etiope della valle dei Mocheni, Trentino, ma una brutta storia che l'ha vista protagonista di un'aggressione e intimidazione probabilmente a sfondo razzista ci ha impedito di vederla. A lei va tutta la nostra solidarietà e ammirazione per quanto è riuscita a costruire sfidando pregiudizi e difficoltà. Una due giorni appassionante che questa volta ci ha visto accompagnate dai nostri mariti, gli uomini con cui spesso condividiamo vita, affetto e lavoro che si sono sentiti coinvolti e, crediamo, piacevolmente condotti alla conoscenza di nuove realtà.


DONNE IN CAMPO CHIETI-PESCARA IN VISITA ALLE AZIENDE DELL’ASSOCIAZIONE TRENTINA

Di Antonella Vicoli Presidente Donne in Campo Chieti

2 Settembre 2018 ore 6,00, inizia il viaggio verso il Trentino.

Un pulmino bianco, condotto da Massimiliano porta sei di noi, imprenditrici abruzzesi di Donne in Campo, nello splendido territorio montuoso del Trentino che ha saputo massimizzare ogni superficie coltivabile, anche la più impervia, donandola all’agricoltura non solo intensiva delle mele e dell’uva, ma anche a quella biologica di ortaggi, cereali antichi, piante officinali e vitigni antichi. Un’agricoltura Multifunzionale a 360 gradi! Una esperienza unica ed arricchente non solo dal punto di vista umano ma anche professionale. Abbiamo conosciuto donne straordinarie, uniche per coraggio ed anticonformismo che hanno saputo recuperare un rapporto intimo con la natura e il territorio divenendo parte di esso. Abbiamo visto metodologie di lavorazioni antiche e strumenti antichi di lavoro essere recuperati dal passato e rivivere nell’attualità soddisfacendo bisogni sempre uguali dell’agricoltura: aratura, semina, raccolto, pulitura, macinatura. Abbiamo potuto conoscere un mondo agricolo caratterizzato da cooperative e cooperazione tra cooperative. Il viaggio è stato lungo e faticoso ma ampiamente ricompensato dall’accoglienza di Chiara March, Presidente di Donne in Campo del Trentino che, pazientemente, ci ha atteso sotto la pioggia per ore. All’arrivo Chiara ci ha portato a Sardagna, sul Monte Bondone, dove abbiamo potuto ammirare dall’alto la città di Trento circondata dalle Dolomiti, patrimonio Unesco. In serata Castel Campo, immersa nel bosco, velata dalle nebbie e dalla oscurità incipiente, ci ha introdotto in atmosfere da favola, nel castello della famiglia Rasini dove abbiamo alloggiato per tre notti. Marina Clerici, l’attuale proprietaria del castello è anche la titolare dell’azienda agricola biologica. Marina ha recuperato la funzione di rifugio comunitario del castello che, per secoli, aveva dato lavoro e protezione ai contadini della valle. Castel Campo è molto più di una azienda biologica ed è anche molto più di un castello. Marina ha aperto ed apre il castello ad eventi culturali, musicali, artistici ed organizza, aiutata dalle figlie, in collaborazione con associazioni internazionali, campi per bambini e famiglie. Seconda tappa del viaggio l’azienda agricola biologica Al Masserem di Luigina Speri in Vallarsa. Domenica, in località Vanza, vicino Rovereto, un suono di zampogne ha preannunciato l’arrivo di una coppia in costume tradizionale trentino. La coppia ci ha condotti musicalmente a piedi nel maso di Luigina ancora privo di acqua corrente. Luigina con la sua famiglia ha fatto una scelta di vita, è scappata dal caos della città per ritrovare sulla montagna, il silenzio, una vita antica a contatto con i ritmi lenti ma veri della natura. Coltiva ortaggi e piante officinali che vende a Rovereto, in consorzi e nella rete di Donne in Campo. Alleva galline, capre, insegna yoga ma anche il senso della vita e della natura accogliendo nel maso persone che provengono da tutto il mondo e che danno una mano in fattoria. Domenica, nel maso, un profumo di polenta ha invaso i nostri sensi. Luigina ci ha accolto nel suo maso in occasione di “Scampagnata in fattoria”, un progetto di Donne in Campo trentine che permette alle aziende di aprirsi alla comunità, ai turisti e alle famiglie facendo conoscere i prodotti coltivati. Un tavolo pieno di specialità del luogo, piatti realizzati con i prodotti dell‘azienda, venivano offerti ai turisti e ai partecipanti la scampagnata: polenta, zuppa di fagioli, pomodori, gulasch, insalata di farro ed orzo, strudel. Dopo l’ottimo pranzo ci attendevano i laboratori di lettura. Mentre i bimbi venivano intrattenuti nella tenda-laboratorio di lettura, ci siamo avviati per Trento. Trento, città d’arte e natura, nella piazza principale abbiamo ammirato la fontana del Nettuno, abbiamo visitato il Duomo romanico di San Virgilio e il museo diocesano ricco di opere d’arte sacra. E da brave turiste abbiamo concluso la serata in una nota birreria di Trento dove abbiamo potuto gustare altri piatti tipici. Lunedì 3 settembre Castel Campo. Dopo due giorni di pioggia, Finalmente il sole! Marina Clerici ci ha portato in visita nella sua azienda agricola biologica percorrendo a piedi i campi coltivati a mais, monococco e farro. La coltivazione avviene secondo metodi tradizionali, rigorosamente biologici con minime lavorazioni in modo che l’agricoltura ritorna ad essere quella di un tempo. Il mais cresce nell’erba medica che limita le infestanti nocive. Marina ha recuperato le macchine agricole antiche, alcune di legno e le continua ad usare: l’aratro, la macchina per la pulitura cereali x la svecciatura, la macina, adattando macchine moderne ad esigenze particolari (es. la trapiantatrice). Arrivati davanti al Pacomio rimaniamo stupefatti: il Pacomio è la realizzazione del sogno di Marina, è il luogo dove Castel Campo diventa comunità, apertura verso l’altro ma anche rifugio nel proprio intimo. Raccontare è difficile perché sono sensazioni regalate dagli oggetti, dal legno che diventa struttura, casa, pavimento e tetto. Nel Pacomio ti accorgi che il ritorno alle origini è necessario per continuare a vivere, per continuare ad essere se stessi. Nel pomeriggio abbiamo visitato l’azienda agricola Ca’ de Mel di Cristiano Zambotti e Stefano Peterlana. È un’azienda biologica specializzata in apicultura. Il miele, cibo degli dei, è il frutto di un lavoro ancestrale ed organizzato di una famiglia matriarcale di api. Abbiamo visto un’arnia all’interno di un gazebo di legno e vetro e noi tutte intorno ad ammirare e poi osservato l’estrazione dei melari e l’allontanamento delle api con un soffiatore. Questa azienda produce oltre al miele molti altri prodotti come aceto di miele, grappa al miele, candele, saponi, caramelle tutte a base di miele. In quella occasione abbiamo conosciuto Luca che ci ha illustrato il mondo dell'associazionismo e del cooperativismo Trentino. Abbiamo toccato con mano gli effetti della rete delle Donne in campo nella vendita dei loro prodotti. Abbiamo sentito x la prima volta parlare di “Fuoco”, un innovativo progetto di turismo sociale sostenibile e di cooperazione di comunità: vecchie malghe in disuso sono state trasformate in strutture ricettive, masi di proprietà collettiva per creare produttività e ricchezza al territorio a cui i residenti si sentono molto legati. La cooperazione caratterizza la produzione di mele trentine e il mercato dei prodotti principali ed è anche un po’ lo spirito che si respira in tutto il territorio della Provincia Autonoma di Trento. Durante l’aperitivo Luca ci ha parlato delle cooperative di comunità. La montagna ha fatto comprendere presto all'uomo l'importanza dell’unione delle forze. Essere gruppo per essere forti e competitivi nel mercato! Il mondo delineato è stato per noi di difficile comprensione perché in Abruzzo, esiste una concezione un po’ diversa dei consorzi e delle cooperative. Su questo piano il Trentino ci ha mostrato un percorso da intraprendere dove le donne possono fare da apripista. Certo, dobbiamo imparare a combattere l’individualismo che è in noi ma la donna per natura è incline alla cura dell’altro, agli interessi della comunità. Riscoprire la nostra forza, l’essere donna fino in fondo, può aiutarci a tutelare non solo gli interessi della nostra categoria di imprenditrici agricole ma il nostro stesso territorio. Siamo legati l‘un l’altro nella comunità in cui viviamo. Martedi 4 Settembre sveglia con tristezza: ultimo giorno. Si preparano le valigie e condiviso la colazione con Marina. È stato un momento molto intenso, ci siamo abbracciate affettuosamente e scambiati i numeri di telefono e ci siamo ripromesse di ritrovarci. Penultima tappa: Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige accompagnate da Chiara March. Abbiamo visitato, accompagnate da una guida, alcune sale partendo da quelle dedicate all’agricoltura dove l’esposizione degli attrezzi agricoli seguiva il criterio temporale e funzionale alle attività agricole. Siamo entrate nella stanza del mulino, della fucina, della tessitura. Abbiamo visitato la sezione dedicata all’alpeggio con un modellino raffigurante una malga, il terzo piano era dedicato ai riti dell’anno e tanto altro. Il museo molto grande di cui abbiamo visto solo una parte e prima di andar via la direttrice ci ha detto di essere in contatto e in collaborazione con il Museo delle Genti d’Abruzzo e ciò ci ha molto compiaciuto. Ore 13, ultimo pranzo Azienda biologica Molino dei Lessi di Emma Clauser, un’azienda vitivinicola. L’azienda di Emma è situata sulla collina di Sorni dove coltiva uve pregiate applicando il metodo della Permacultura. Mentre visitiamo il vigneto, rimaniamo incantati da Emma, una figura esile ma con un’energia, una determinazione, un amore nel coltivare pulito, a volte sperimentando anche piccoli vitigni senza alcun lavoro affidando tutto alla natura. In casa Daniela Frizzi ci ha accolte con i suoi manicaretti molto apprezzati da tutti noi. Una degustazione vegana dei prodotti Donne in Campo trentino. Intenso è stato anche il momento in cui abbiamo donato in regalo i nostri prodotti tipici abruzzesi provenienti dalle nostre aziende.

In conclusione: Questo viaggio ci ha arricchito molto a livello umano, professionale e ha contribuito a creare una rete tra Donne in Campo di regioni si lontane ma con caratteristiche simili. Il viaggio ha rafforzato l’amicizia tra di noi partecipanti creando il desiderio di ulteriori avventure.


DONNE IN CAMPO CIA EST LOMBARDIA IN VISITA ALLE AZIENDE AGRICOLE DEL VICENTINO

Il 10 settembre una delegazione di Donne in Campo Cia Est Lombardia, accompagnate da mariti e simpatizzanti e dal Presidente Cia Luigi Panarelli, si è recata nel vicentino, per conoscere alcune realtà agricole della zona. Ad attenderle una delegazione di Donne in Campo Vicenza guidata dalla Presidente Nicoletta Zolie. Al mattino la delegazione ha visitato l'Azienda Agricola di Virgilio Vignato a Gambellara, che produce vini biologici di grande pregio apprezzati in Italia e all'estero. Dopo una passeggiata tra i vigneti e i terreni circostanti, la signora Vignato ha mostrato la cantina dove lei e la sua famiglia lavora con grande passione, competenza e professionalità. Ci si è poi recati all'Azienda Agrituristica Villa Corona, a Vicenza, di proprietà di Michela Brogliato, Presidente Donne in Campo Veneto. Dopo una visita al frutteto e agli orti biologici, un momento conviviale con la presenza del presidente e del Direttore Cia Vicenza ha dato l'occasione per scambi di opinioni e conoscenze. Il pomeriggio si è concluso con la visita di Vicenza con la stupenda Basilica di Santa Corona e la salita a Monte Berico per ammirare il suo Santuario e la stupenda vista panoramica. Un'occasione unica per creare sinergie, con donne che hanno gli stessi pensieri, la stessa voglia di condividere, di socializzare, di scambiare saperi, la strada giusta per avere un'agricoltura vincente.

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