ASSEMBLEA REGIONALE DONNE IN CAMPO LOMBARDIA: L’INTERVENTO DI RENATA LOVATI


A Milano, il 6 Dicembre scorso, si è svolta l’Assemblea regionale annuale di Donne in Campo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la relazione della Presidente Renata Lovati.

“Carissime associate quest'anno vorrei stimolare il dibattito nella nostra assemblea annuale dandovi la possibilità di riflettereinsiemesullo stato della nostra associazione, ed elaborare i nuovi progetti del futuro.

La nostra è un'associazione regionale che vede alcune province più attive e partecipative e uno dei traguardi che dobbiamo porci è sempre quello dell'allargamento della base associativa.

Ma perchè? Quali le motivazioni di un lavoro spesso per non dire sempre volontario, quali gli stimoli che ci portano a lavorare insieme?

Come ha detto Domenica Trovarelli, Presidente Donne in Campo Abruzzo, in un suo intervento, se è vero che abbiamo scelto di perseguire un tesseramento consapevole, (anche se poi a volte i numeri lo smentiscono.. ma questo è un problema a parte..) siamo a rappresentare Donne che hanno scelto di far parte della nostra Associazione e se ci pensiamo bene sono donne che hanno già una rappresentanza in Cia come agricoltori, magari se sono nell'ambito degli agriturismi sono anche tesserate a Turismo Verde e in un momento che si stanno costituendo le associazioni la Spesa in Campagna sono anche "tesserate" li... e allora perché anche Donne in Campo?? E' una domanda alla quale secondo me ognuna di noi per il ruolo che riveste, deve essere in grado di saper rispondere, e deve farlo con orgoglio, con convinzione e sempre con tanto entusiasmo.

Per quanto mi riguarda, il lavorare tra donne mi ha dato in questi anni la sensazione che quello che stavamo facendo aveva un scopo comune, abbiamo identificato dei temi portanti e pian piano siamo cresciute facendo tante cose diverse tra loro ma sempre con uno spirito creativo e concreto.

Molti dei temi che abbiamo sviluppato e studiato in questi anni sono stati da stimolo anche a livello nazionale e questo è per noi un riconoscimento importante.

Abbiamo creato momenti di confronto e di formazione culturale cercando di portare alla luce le esperienze più virtuose, andando anche direttamente a conoscerle sul campo.

Oggi, il nostro metodo di costruzione dei Convegni basato essenzialmente sulle testimonianze, è diventata pratica diffusa ed importante per allargare la contaminazione delle idee anche nel mondo della didattica e della ricerca.

Tra i tanti progetti realizzati vorrei ricordarne in particolar modo due:

  • “Agricoltrici per scelta “ etnografie di lavoro delle produttrici agricole di montagna della provincia di Como in collaborazione con l'associazione A Voce presentato da Bianca Pastori e Sara Roncagliail 25 novembre a Roma nell’ambito dell’appuntamentobiennale di antropologia visiva che si tiene presso l’università la “ Sapienza” di Roma,
  • ed il Convegno Nazionale organizzato a Como“ Imparare dall'agricoltura di montagna”.

    Perchè ho scelto questi?

    Perchè credo che ci abbiano insegnato ad allargare lo sguardo, a comprendere realtà dove è più difficile fare agricoltura, dandoci la possibilità di analizzare e di rivedere anche i metodi dell'agricoltura di pianura.

    Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di riconciliarci con la terra, e abbiamo bisogno di riscoprire metodi che ci aiutino a vivere in equilibrio con la natura.

    Dalla collaborazione tra città e campagna attraverso l'acquisizione di concetti che ci fanno riflettere sul nostro modo di consumare e di produrre devono nascere alleanze durature che portino al miglioramento della vita e della salute delle persone e del pianeta.

    Dalle crisi scaturite dalle emergenze si sta imparando che sistemi economici perseguiti da decenni hanno creato più problemi che vantaggi. Penso alla critica all' economia lineare, dove, terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento.

    L’economia circolare è invece un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro.

    Pensoall'emergenza alluvioni, siccità,al problema del consumo di suolo, problemi tutti connessi alla rottura di equilibri naturali che noi dal mondo agricolo possiamo contribuire e mitigare.

    La forza del mondo femminile è spesso quella della concretezza, dello studio e della proposizione e ci sonoduepassaggi nella relazione di Mara Longhin all'assemblea nazionale che vorrei ricordare:

    nel primoMara ricorda chel’evoluzione di ottica è stataquella di intendere l’Associazione Donne in Campo come BENE COMUNE al servizio di tutti, della società e dell’agricoltura ma anche dei cittadini, della loro salute e del cibo che consumano.

    Nel secondo che alle donne va riconosciuta la capacità di “ricucire gli strappi”, strappi che “in momenti di grave crisi le impegnano ad ideare soluzioni a generare vie d’uscita a problemi che sembrano insolubili, e, se poste a confronto tra di loro, a concepire soluzioni creative che possono andare a vantaggio di tutta la collettività.

    Sempre più stiamo imparando a non delegare ma a confrontarcinei Tavoli, a riconoscere ed utilizzare gli strumenti giusti non per rivendicare uno STATUS ma semplicemente per rendere CONSAPEVOLE un paese Italia che se non riconosce l’agricoltura come bene e patrimonio della collettività non potrà avere futuro”.

    Ma quali possono essereleopportunità per valorizzare le nostre aziende?

    Senz'altro la messa in rete delle esperienze e la condivisione di idee comuni dei modelli produttivi che aggreghino i produttori in Consorzi e Distretti agricoli.

    Là dove è sviluppata l'agricoltura periurbana il contatto con il mondo dell' economia solidale ha aperto nuovi orizzonti stimolando la conversione al biologico e riportando nelle mani dell'agricoltore i processi di vendita dei suoi prodotti. La non omologazione, la diversificazione, sono valori aggiunti in controtendenza anche questi perché i concetti della permacultura ci insegnano che ogni azienda dovrà scegliere e trovare i modi per mantenere la fertilità delle sua terra. Non ci sono ricette uguali per tutti.

    Due sono gli ambiti su cui mi piacerebbe lavorare nel prossimo anno avviando delle riflessioni sul temadelle sementi e sullo stato di salute delle Api.

    Perchè è importante ridare valore alla scelta del seme, alla sua conservazione e al riutilizzo, per essere più protagoniste delle nostre scelte aziendali ed imparare anche attraverso i metodi di selezione genetica partecipata a controllare i meccanismi delle scelte varietali e della ricerca .

    Interessante sarebbe anche poter approfondire lo studio dei metodi di trasemina nei cereali vernini o nelle leguminose delle colture principali, mais, soia, riso, riducendo l'uso dei diserbanti e le lavorazioni del suolo.

    La salute delle api è invece uno dei temi che dovrebbe interessare di più gli agricoltori perchè le api e gli altri insetti impollinatori giocano un ruolo essenziale negli ecosistemi: un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione.

    A queste proposte si affiancheranno quelle che usciranno dal dibattito e alcune verrano riprese dal sondaggio che Mariangiola Monaci aveva elaborato l'anno scorso.

    Nel campo della“formazione “ alcuni suggerimenti avuti sono:

    agricatering, agrinido, vendita on line, florovivaismo a basso impatto..

    La nostra coordinatrice, Chiara Nicolosi sta studiando le possibilità offerte dai nuovi bandi del Psr sulla formazione e sull'informazione ea lei va un ringraziamento particolare per la competenza e la passione con cui anima l'associazione.

    In questi anni abbiamo lavorato insieme con un grande affiatamento, la sinergia ci ha portato anche a sostenere tematiche difficili da comprendere o un po' pericolose da sostenere, penso all'adesione alla Campagna Stop al consumo di suolo, o la più recente nostra adesione alla coalizione Stop al Glifosate, che ha creato grande sensibilizzazione sul tema e una sostanziale riduzione dei tempi del rinnovo di questo prodotto e dei suoi derivati.

    Certamente oggi possiamo dire che c'è voluto un pò di coraggio e sono contenta di tutto ciò, ma i piccoli passi vanno consolidati, la legge sul consumo di suolo giace ancora in un cassetto, e sostanzialmente non sono stati fatti grandi passi avanti.

    Per noi continua l'opera di informazione e formazione e vi ringrazio davvero per il lavoro che quotidianamente fate nelle vostre aziende e nei territori.

    Non è facilerappresentare il variegato universo femminile della nostra agricoltura lombarda, e per far ciò mi dovete aiutare ad allargare lo sguardo sui temi e i problemi che magari non sonoancora stati considerati.

    Un ricordoparticolare va alle aziende terremotate e ringrazio tutti quelli che all'interno del mondo Cia stanno, in varie forme, mandando aiuti e sostegno alle aziende più colpite.

    Graziea tutte voi, al vostro contributo, all'amicizia che ci unisce e ci motiva”.

    La PresidenteRenata Lovati


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