DONNE IN CAMPO ABRUZZO PARTECIPA A "SCIENZA UNDER 18"


Donne in Campo Abruzzo ha partecipato, il 15 maggio scorso, a “SCIENZA UNDER 18” manifestazione, che dal 2009, anima la città con una serie di eventi destinati a studenti e cittadinanza.

Anche per l’anno 2018 l’associazione Donne in Campo Abruzzo ha partecipato, il 15 maggio scorso, a “SCIENZA UNDER 18” manifestazione, che dal 2009, anima la città con una serie di eventi destinati a studenti e cittadinanza. Il Progetto, nato in collaborazione con la rete nazionale Scienza under 18, vuole favorire l’approccio dei ragazzi al mondo delle scienze, durante l’intero anno scolastico, in modo attivo e partecipativo, attraverso laboratori didattici, animati e raccontati dagli stessi studenti, e strumenti comunicativi innovativi. Quando si parla di sapere e conoscenza scientifica pensiamo subito a tematiche inerenti la medicina, la chimica o la fisica, mentre Scienza under 18 non si limita solo a questo sottoponendo alla riflessione degli studenti anche altri temi quali:ambiente, alimentazione, sviluppo sostenibile, energie alternative e altri ancora.

A promuovere l’iniziativa è l’Associazione Su18 Pescara per l’Abruzzo, in particolare la professoressa Carla Antonioli, supportata da un valido partenariato: in primis le scuole, dalle primarie agli istituti superiori, le principali istituzioni locali, l’Università e le associazioni.

Donne in campo è stata presente con un proprio stand espositivo animato dalla coordinatrice regionale Paola Mosca e da un giovane imprenditore agricolo Luigi Di Andrea, componente della giunta regionale Agia Abruzzo, che ha proposto un laboratorio didattico dedicato alla tessitura artigianale della lana cachemire.

“Insegnare non significa riempire un vaso ma accendere un fuoco” , frase attribuita a vari autori, da Plutarco a Montaigne, e che racchiude l’amore, la passione e la gioia con cui Luigi ha affascinato e coinvolto i ragazzi e le loro insegnanti nel raccontare come, da studente di veterinaria, ha deciso di cambiare vita e realizzare il suo sogno: allevare capre da cachemire nei territori incontaminati ai piedi del Gran Sasso.

Oggi nel racconto di Luigi si ravvisa una grande soddisfazione per il suo lavoro, che non si limita al semplice allevamento e alla raccolta della preziosa fibra, ma si estende anche alle tecniche della filatura e della tessitura artigianale in modo da poter, in futuro, chiudere la “filiera” passando alla produzione di tessuti e manufatti.

Le sue competenze, abilità e conoscenze, unite ad una buona dialettica e comunicatività, riescono, nei percorsi didattici organizzati nella sua azienda agrituristica, a catturare l’attenzione e a stimolare la curiosità. Semplici strumenti come un arcolaio, un telaio e poco altro si animano e rimandano la memoria alla paziente Penelope o alla bella addormentata punta dal fuso di un arcolaio.

La scelta di coinvolgere un imprenditore che si cimenta in un’arte antica, quella della tessitura, che nell’immaginario collettivo è legata strettamente alla figura femminile, è stata sicuramente una scelta giusta, fatta nell’ottica di dimostrare che la parità di genere è realizzabile e che la collaborazione tra le associazioni di persone del sistema CIA è la strada da percorrere per creare sinergie positive.  

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