DONNE IN CAMPO LOMBARDIA IN VISITA ALLE AZIENDE AGRICOLE DELLA LESSINIA


di Renata Lovati

Donne in Campo Lombardia in occasione del Film Festival della Lessinia, che è in Italia l’unico concorso cinematografico internazionale esclusivamente dedicato a cortometraggi, documentari, lungometraggi e film di animazione sulla vita, la storia e le tradizioni di montagna, ha colto l’occasione per conoscere e visitare l'agricoltura locale.

Il 28-29 Agosto 2018 quindi, alla scoperta di questa zona montana così bella e ricca di pascoli siamo state accompagnate da Marcello Volanti, veterinario esperto di zootecnia biologica. Marcello è un veterinario particolare, figura eclettica che ha impostato il suo lavoro in modo tale che le sue consulenze non si limitano alle conoscenze mediche, ma diventano stimolo per creare reti di conoscenza tra gli allevatori e nuove possibilità di reddito. Diffondere la zootecnia biologica è opportunità per contribuire a sensibilizzare il mondo agricolo sui problemi ambientali, creando alleanze durature tra produttori e consumatori.

Nella prima giornata, partiti dal rifugio Branchetto, abbiamo fatto una bellissima passeggiata tra malghe e pascoli caricati in modo del tutto sostenibile da mandrie di vacche, frisone, pezzate rosse e piemontesi. Straordinario vedere tante frisone al pascolo, animali molto belli e di alto valore genealogico che si muovono liberamente senza recinzioni. La Lessinia è costituita da un vasto altopiano molto articolato, solcato da numerose valli a canyon con grandi superfici prative e a pascolo che nel 1990 è stato istituito Parco Naturale Regionale nella zona dell'altopiano centrale e delle cime di confine con il Trentino. Spesso gli allevatori non sanno quello che avviene nelle vallate vicine e da qui Marcello è partito per avviare un progetto di recupero della pecora Brogna, razza autoctona a triplice attitudine che stava scomparendo anche se la sua lana pregiata veniva commercializzata in tutta Europa fino al sedicesimo secolo . Dare dignità a quest'animale e restituire un valore a un prodotto che, come la lana era diventato rifiuto da smaltire, era possibile solo mettendo in contatto gli allevatori che ancora l'allevavano cercando di costruire una rete capace di commercializzare i prodotti forniti da questo animale che svolge tra l'altro un servizio di tutela del territorio, pascolando i terreni dove le vacche non riescono ad arrivare e salvandoli dal degrado e dall'abbandono. Lorenzo Erbisti è il pastore che alleva il nucleo più consistente, 800 pecore che vengono munte per circa due mesi dopo aver svezzato gli agnelli e la cui lana viene raccolta e conferita insieme a quella di altri allevatori all'associazione creata nel maggio del 2012. Cristina Ferrarini dell'azienda “Lana al pascolo” è diventata referente del progetto e ha potuto mostrarci i primi prodotti creati oltre al filato, trapunte e cuscini. Inoltre sono stati presi contatti con i ristoratori locali per valorizzare la carne, che ha un gusto delicato e trasformarla anche in prosciutto e in un tipico salame, il brognolino. Da Lorenzo abbiamo potuto assistere anche al lavoro svolto dai suoi cani nel raggruppare gli animali, esibizione davvero entusiasmante che ci ha fatto comprendere quanto sia profondo il rapporto tra animale e uomo in questi ambienti così belli e incontaminati. Altro progetto che ha ridato vita a una piccola azienda zootecnica che aveva venduto le vacche una decina di anni fa, è quello della mozzarella biologica per Eco NaturaSi . Alessandra Brollo è la titolare dell'azienda Fontana Vecchia , dove la stalla è tornata a nuova vita grazie a un nucleo di vacche pezzate rosse il cui latte biologico, valorizzato da un prezzo fissato e garantito con l'acquirente, ha dato origine alla filiera dela mozzarella bio. Altra produzione che integra il reddito dell'azienda è quello dell'allevamento dei polli bio che vengono venduti ai Gruppi di aquisto o su prenotazione. Gli animali che dispongono di pascolo inerbito integrano la loro dieta con gli scarti degli ortaggi provenienti da una vicina azienda anch'essa biologica. Perchè Marcello ci ha spiegato che l'allevamento di polli, ma ancor più di ovaiole in piccoli numeri ben si presta a integrare il reddito delle aziende orticole, mettendo a dsiposizione degli animali gli scarti dei raccolti e spostandoli su carri che vengono posizionati all'interno di recinti spostabili. Gli animali, tra l'altro razzolando, lavorano naturalmente il terreno e lo fertilizzano. Ultima azienda visitata, quella di Chiara Castagna, che insieme alla sorella ha da poco avviato la produzione dello zafferano integrando a sua volta la vendita con marmellate e conserve. Lo zafferano è produzione faticosa e delicata ed è davvero ammirevole vedere l'impegno e la passione con cui anche in Lessinia si sia incominciato a lavorare in questo settore. Avevamo in programma di incontrare anche Agitu Gudeta, dell'azienda “La capra felice“ allevatrice etiope della valle dei Mocheni, Trentino, ma una brutta storia che l'ha vista protagonista di un'aggressione e intimidazione probabilmente a sfondo razzista ci ha impedito di vederla. A lei va tutta la nostra solidarietà e ammirazione per quanto è riuscita a costruire sfidando pregiudizi e difficoltà. Una due giorni appassionante che questa volta ci ha visto accompagnate dai nostri mariti, gli uomini con cui spesso condividiamo vita, affetto e lavoro che si sono sentiti coinvolti e, crediamo, piacevolmente condotti alla conoscenza di nuove realtà.

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