DONNE IN CAMPO LOMBARDIA: VISITA ALLA MARCITE DELLA SFORZESCA E VIGEVANO


Visita alla marcite della Sforzesca a Vigevano e alla marcita del Maglio a Ozzero, interessata dalla costruzione del progetto Anas -Vigevano Malpensa

Donne in Campo in collaborazione con il Circolo di Legambiente Terre di Parchi e il servizio tecnico del Parco del Ticino

Il 27 gennaio scorso ci siamo ritrovati in tanti a visitare le marcite della Sforzesca a Vigevano , un ambiente unico che il Parco del Ticino ha contribuito a salvaguardare insieme ad alcune aziende agricole che mantengono e rielaborano tecniche antiche per produrre un foraggio che torna di attualità. Là dove la monocoltura del mais ha impoverito i paesaggi nonchè spesso la fertilità dei terreni. L'anno scorso avevo partecipato al "corso dei campari ", un progetto Life Ticino con uscite in campo là dove le marcite vivono ancora grazie ai loro campari. Anziani agricoltori e giovani, agronomi, docenti del Politecnico di Milano alla riscoperta della manualità di un semplice badile che però può far la differenza nel tramandare il lavoro contadino. Sono rimasta affascinata dalle marcite della Sforzesca, che pur presentano delle criticità per la non sempre facile sommersione e i livellamenti da mantenere con una difficile manualità, ma ancor più dal lavoro di recupero della marcita del mulino del Maglio ad Ozzero. Mi sono ripromessa di tornare a visitarle con l'associazione Donne in Campo Lombardia e con il circolo di Legambiente Terre di Parchi per facilitare l'incontro tra agricoltori e ambientalisti e lavorare insieme per valorizzare l'agricoltura nei Parchi in cui viviamo. La sensibilità e l'impronta femminile nel coltivare e allevare può far la differenza per far comprendere come le aziende agricole possono trarre benefici e non temere di operare in aree parzialmente protette. Da un anno nel Parco Sud Milano si lavora per definire i confini delle aree naturali, così come previsto da una legge nazionale, e tale percorso dovrebbe essere visto da noi agricoltori come una nuova opportunità per migliorare la nostra agricoltura nell'area periurbana. Più di cinquanta persone si sono presentate all' incontro e quindi ci siamo divisi in due gruppi accompagnati uno da Michele Bove e Marco Cuneo, l'altro da Giovanni Molina e Paola Branduini. Una giornata fredda e umida ci ha portato a riscoprire un paesaggio storico dove antichi canali portano l'acqua a tracimare lentamente sulle campagne e a raccoglierla nei colatori, mantenendo costante la temperatura di un habitat dove gli uccelli e tanti animali selvatici possono trovare nutrimento anche nel gelo delle giornate invernali. Là dove il camparo lavora meglio con il suo badile l'erba è più verde e rigogliosa. Ma il piccolo capolavoro che rischia di scomparire se verrà appaltato il progetto Anas - Vigevano Malpensa, è la marcita del Maglio ad Ozzero, interessata dalle rotonde in progetto. Qui è stato fatto un lavoro intenso di recupero di campagne che erano rimaste incolte a cui hanno partecipato in tanti come racconta Marco Cuneo , della Cascina Gambarina: “Grazie a tutti per i complimenti ricevuti, per me è stata una bellissima esperienza, perchè per la prima volta ho partecipato ad un progetto condiviso, dove tutti gli attori partecipanti: Parco del Ticino, Politecnico, agronomi, agricoltori si sono ritrovati, discusso, programmato i lavori fino ad arrivare al risultato finale. Spero che questo possa essere l'inizio di tante altre iniziative, se ci guardiamo attorno ci sono molti altri terreni incolti, abbandonati che si potrebbero recuperare.” E così vi invito a vedere con i vostri occhi questa piccola nicchia di storico paesaggio che ha ridato vita all'area intorno a un Mulino abbandonato ma che merita di essere ristrutturato. Alle spalle purtoppo l'area industriale, ma davanti, l'acqua che scorre ha riattivato i prati marcitoi la cui esistenza è testimoniata da un documento del 1188. Paola Branduini del Politecnico di Milano ha curato i lavori di ripristino ,ma ci ha anche raccontato che un'analoga iniziativa di visita ai prati marcitoi si svolge nello stesso periodo in Inghilterra, dove l'irrigazione invernale serve per favorire la crescita del prato che verrà pascolato dalle pecore. Antichi sistemi di irrigazione possono essere pratiche sostenibili per il futuro.

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