LE DONNE IN CAMPO BASILICATA ALLA FESTA DELLA VENDEMMIA


Far conoscere ai ragazzi la tradizione della festa della vendemmia, formare gli studenti degli istituti tecnici agrari per affrontare le operazioni di viticoltura e vinificazione, avvicinare le giovani generazioni all’agricoltura e alla sana alimentazione. Sono questi gli obiettivi della prima festa della vendemmia che si è tenuta il 25 settembre nell’area dell'Istituto Professionale Settore Servizi per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale di Garaguso Scalo (Matera). Tra i promotori insieme al Dirigente Scolastico prof. Pietro Carmine Izzi, alla presenza dell’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Luca Braia, le organizzazioni della Cia-Agricoltori, Agia, Donne in Campo e La Spesa in campagna, Apicoltori Lucani. Nelle tradizioni contadine le stagionali attività produttive sono sempre state legate a momenti di festa che celebravano la momentanea grande disponibilità di risorse ma anche la fine di periodi particolarmente faticosi. Quei momenti univano la gioia al grande spirito sociale che faceva da collante tra lavoratori e le loro famiglie e li faceva affrontare meglio la fatica del momento. In questo periodo due eventi caratterizzavano la vita contadina: la vendemmia e la raccolta delle olive. E oltre a trasmettere i valori della festa si sono svolti momenti di orientamento per le classi delle scuole medie ospiti con laboratori didattici di apicoltura, analisi del terreno, determinazione del grado zuccherino dell’uva e grado alcolico del vino. I ragazzi inoltre si sono cimentati nelle attività di vera e propria pigiadiraspatura e vendemmia; nell’azienda agraria dell’Istituto sono stati allestiti stand espositivi “La Spesa in campagna” a cura delle organizzazioni di produttori, Albanuova società cooperativa agricola di Tricarico. Un’occasione – hanno sottolineato Rudy Marranchelli (Agia) e Lucrezia Di Gilio (Donne in Campo) per motivare i giovani a credere nelle opportunità del lavoro nei campi incoraggiandoli a diventare imprenditori agricoli e per svolgere una campagna di comunicazione per distinguere le produzioni alimentari locali. Marranchelli e Di Gilio hanno insistito sull’Importante ruolo della scuola per formare gli agricoltori e tecnici di domani. Agricoltura – ha detto l’assessore Braia - è quel settore che, forte delle proprie tradizioni, sa innovare e innovarsi. Innovazione per produrre di più rispettando l'ambiente, per semplificare la gestione e rendere più sicuro il lavoro. Se si parla di vino (ma non solo) non si può trascurare – ha aggiunto - il riferimento all'internazionalizzazione, al commercio elettronico e alle etichette capaci di vendere non solo un prodotto, ma anche un territorio. Dirigenti di associazioni della Cia hanno confermato le previsioni dell’Ismea di un incremento del 18% della produzione vinicola 2018 in Basilicata e soprattutto la buona qualità dell’annata soprattutto per l’aglianico. Quanto alle previsioni Ismea sulla quantità complessiva – 76mila ettolitri rispetto ai 65mila ettolitri del 2016 – sono numeri di non facile riscontro, tanto più per le produzioni autoctone e di aziende che ne fanno esclusivo uso familiare, e secondo la Cia hanno bisogno di una verifica che sarà possibile solo a completamento delle operazioni di vendemmia appena iniziate. Il risultato finale sia sul fronte quantitativo che qualitativo comunque dipenderà per ogni vitigno, come prassi, dal periodo immediatamente precedente la vendemmia. La regolare maturazione delle uve, infatti, è condizione necessaria non solo per i volumi ma anche per il raggiungimento del giusto sviluppo del grado zuccherino, su cui le continue piogge potrebbero incidere negativamente. Un minimo comune denominatore sull’intero territorio nazionale rispetto alla situazione attuale, come ribadiscono gli esperti dell’Ismea, è l’estrema attenzione che i produttori hanno posto al monitoraggio dei vigneti e questo è uno di quegli anni in cui la capacità del viticoltore farà la differenza sul risultato finale.

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