Donne in Campo

​LE DONNE IN CAMPO DI LOMBARDIA E VENETO INSIEME ALL’ORTO BOTANICO DI PADOVA


L’importanza di condividere i saperi botanici tra agricoltori per conoscere la biodiversità

Dalle piante medicinali agli alberi più antichi che risalgono al 1600, fino al giardino della biodiversità con le nuove serre dove sono stati ricostruiti gli ambienti più tipici del pianeta: è una parte della visita che le Donne in Campo lombarde insieme a quelle venete hanno svolto nel corso della visita all’Orto botanico di Padova Il 30 maggio scorso.

Un bel gruppo di associate Donne in Campo, infatti, provenienti dalle due regioni ha deciso di unirsi per visitare l'Orto Botanico di Padova in una giornata di sole accompagnati da una guida esperta e appassionata.

“L'occasione – ha spiegato Renata Lovati Presidente Donne in Campo Lombardia- ci ha dato la possibilità di incontrare un gruppo di associate del Veneto che ringraziamo per l'accoglienza e Daniele Toniolo della Cia di Padova che ci ha gentilmente accompagnato in una visita della città nel pomeriggio. I saperi botanici – ha continuato Lovati- dovrebbero essere più condivisi tra gli agricoltori e per ampliare la visione individuale la visita agli orti botanici può aiutarci a a considerare l'importanza della biodiversità e il rispetto per le forme vegetali”.

Partite dall'orto antico, le Donne in Campo hanno ragionato sull'importanza del riconoscimento delle specie vegetali che possono essere tossiche per l'uomo e gli animali, nella zona dove già erano stati costruiti gli orti benedettini, sede di didattica per i giovani studenti.

Sono circa 1.300 le specie che fanno parte del progetto espositivo del giardino della biodiversità, vivono in ambienti omogenei per umidità e temperature, che simulano le condizioni climatiche dei biomi del pianeta: dalle aree tropicali alle zone subumide, dalle zone temperate a quelle aride.

A fine mattinata, grazie all'interessamento di Agnese Comellato, le Donne in Campo hanno incontrato la Dott. Maria Cristina Villani che ha spiegato come viene applicata la lotta biologica integrata, utile per combattere i parassiti soprattutto all'interno delle serre. Attraverso un'attenta osservazione e un costante monitoraggio viene in sintesi copiata la natura inserendo gli insetti utili a contrastare gli attacchi di quelli dannosi.

Alcune domande hanno fatto nascere nelle Donne in Campo la speranza che questa esperienza nel campo botanico venga messa a disposizione degli agricoltori, aiutando la collaborazione tra enti di ricerca e aziende agricole nella difesa concreta della biodiversità vegetale.

Molte sono state le osservazioni e i confronti tra le imprenditrici. In particolare Michela Masiero di Donne in Campo Veneto ha sottolineato il ruolo dell'Orto Botanico di Padova che ha avuto sin dalla sua nascita una funzione sia didattica che di preservazione della maggior parte delle specie di flora italiana. Purtroppo alcune di queste sono in via di estinzione ed attualmente l'orto botanico attraverso la costituzione della banca di germoplasma ha anche lo scopo di conservare per il futuro il corredo genetico. “I metodi di conservazione dei semi – ha concluso Renata Lovati- non sono sufficienti per alcune varietà troppo sensibili al congelamento nel lungo periodo. Sarebbe interessante che enti come Veneto Agricoltura e il Parco Colli potessero essere di aiuto per la conservazione delle specie coltivando in pieno campo o nell'ambiente naturale tali piante”.