NEWSLETTER N.3_2019


LA SOSTENIBILITA’ IN PASSERELLA: DONNE IN CAMPO-CIA LANCIA GLI AGRITESSUTI

Nuova filiera vale già 30 mln di euro, unendo agricoltura e moda ecofriendly. A Roma sfilata etica e case history per chiedere investimenti

Dimostrare che un’altra moda è possibile, il fashion agricolo può esistere, creando una filiera del tessile Made in Italy 100% ecosostenibile, con tessuti naturali e tinture green realizzate con prodotti e scarti agricoli. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Paesaggi da indossare - Le Donne in Campo coltivano la moda”, organizzata il 24 Settembre a Roma Donne in campo, che ha appena lanciato anche il marchio registrato Agritessuti. Le case history aziendali, così come la sfilata etica di abiti da sera e prêt-à-porter realizzati in stoffe bio e colorati con ortaggi, frutta, radici, foglie e fiori, hanno fatto da testimonial al progetto portato avanti da Donne in Campo-Cia per mettere insieme agricoltura, ambiente e abbigliamento. Una sfida che risponde prima di tutto alle richieste dei consumatori: la domanda di capi sostenibili in Italia, infatti, è cresciuta del 78% negli ultimi due anni e oggi il 55% degli utenti è disposto a pagare di più per capi ecofriendly. Ma quali sono i numeri di questa filiera inedita degli agritessuti? Secondo stime Cia, la produzione di lino, canapa, gelso da seta, oggi coinvolge circa 2.000 aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro con le attività connesse. Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata -osservano le Donne in Campo- questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio. E si può ampliare anche coinvolgendo le 3.000 imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintoree, come lavanda e camomilla, allargandone il campo. E associando, ovviamente, la tintura dagli scarti dell’agricoltura: come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno. “E’ una filiera tutta da costruire, ma di cui abbiamo il know-how, considerata la vicinanza tra le donne e la tradizione tessile, nella storia e ancora oggi -sottolinea la Presidente nazionale di Donne in Campo-Cia Pina Terenzi-. Per questo, ribadiamo la necessità di dare vita a tavoli di filiera dedicati, al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, a sostegno della produzione di fibre naturali, a cui andrà affiancata la creazione di impianti di trasformazione, diffusi sul territorio e in particolare nelle aree interne, per mettere a disposizione dell’industria e dell’artigianato un prodotto di qualità, certificato, tracciato e sostenibile”. D’altra parte, è l’ONU per primo, con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a sollecitare la costruzione di nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale, e che anzi possano avere un ruolo positivo nei processi di riduzione dell’inquinamento, nel riciclo delle risorse e nella mitigazione dei cambiamenti climatici. Oggi invece -sottolineano le Donne in Campo di Cia- l’industria tessile è la seconda più inquinante al mondo, responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica. Una maglietta richiede, in media, 2.700 litri d’acqua per essere prodotta, un jeans fino a 10.000 litri, utilizzando soprattutto fibre e coloranti di sintesi. Considerato che il consumo mondiale di indumenti è destinato a crescere di oltre il 60% entro il 2030, è evidente quanto siano enormi le potenzialità di una filiera del tessile ecologicamente orientata, fino a rappresentare il 15-20% del fatturato del settore in Italia (4,2 miliardi). “La sostenibilità, come chiede l’ONU, deve permeare tutto il business del tessile -conclude Pina Terenzi- chiamato come gli altri settori a riformare se stesso: metodi di produzione salva-ambiente, con l’uso di tinture che sprecano meno acqua o l’utilizzo di rifiuti come materia prima. L’agricoltura dimostra di essere in prima linea in questo processo di cambiamento, con le donne promotrici di un nuovo modo di vivere la moda nel rispetto del pianeta”. Sono intervenute all’evento Paola Ungaro, stilista e docente di tipologia dei materiali tessili; le imprenditrici agricole Luisa Bezzi con la “Canapa per il luxury Made in Italy” e Francesca Cosentino su “Dal Gelso alla Seta”; la ricercatrice del Crea Silvia Cappellozza. Per Cia-Agricoltori Italiani hanno partecipato Rosa Giovanna Castagna della Giunta nazionale e il direttore Rossana Zambelli. Ha moderato l’iniziativa Fabiana Giacomotti, giornalista e storica della moda. La sfilata etica ha portato in passerella gli abiti dell’eco-stilista Eleonora Riccio.


DONNE IN CAMPO MARCHE: 4/9 OTTOBRE LA MOSTRA FOTOGRAFICA AFRIKA

Il 4 ottobre scorso presso il Palazzo Baviera a Senigallia si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica “Afrika”, promossa dalla Cia-Agricoltori Italiani della provincia di Ancona, in collaborazione con Comune di Senigallia, ASeS e Donne in Campo Marche: 42 scatti (in bianco e nero e a colori) di Luigi P. Carta e Riccardo Morpurgo, in esposizione dal 4 al 9 ottobre.

Dimenticare l’Africa. L’Africa degli stereotipi, il Continente perduto, affamato, un malato forse inguaribile. E scoprire, sottolinea Donatella Manetti Presidente di Donne in Campo Marche, l’Africa delle possibilità, delle molteplici culture e società, attraverso un viaggio fotografico che inizia dall’Egitto e tocca Paesi come la Tanzania e il Mozambico, la Namibia e il Sudafrica. Attraverso sentieri distinti, Carta e Morpurgo si sono incontrati a Maputo, dove hanno lavorato per la Cooperazione italiana, dopo esperienze professionali che per oltre venti anni li avevano portati a operare nei quattro angoli del Continente. L’uno più attento alla natura, l’altro con lo sguardo dell’antropologo, hanno fotografato paesaggi, volti, animali, scene di vita quotidiana che diventano tessere di un puzzle straordinario, l’Africa appunto, il cui disegno unitario spesso sfugge alla comprensione dell’Occidente. Immagini evocative del lavoro, della danza, del canto e della natura sono accompagnate da pannelli esplicativi dell’itinerario vissuto dai due autori. L’obiettivo dichiarato, per Maria Giuditta Politi Presidente CIA di Ancona, è contribuire a ricreare la fiducia delle nostre società nelle società africane, presupposto indispensabile per superare la paura del ‘diverso’, dello ‘straniero’, e per moltiplicare investimenti che siano veri motori di una rinascita economica dell’Africa. Riconoscendo, ribadisce con forza la Presidente Politi, che la diversità non è un disvalore ma il suo esatto contrario.


DONNE IN CAMPO PADOVA: “ALIMENTA LA SALUTE - E’ UN GIOCO DA RAGAZZI”


Il 7 ottobre scorso Donne in Campo Padova ha organizzato un'intera giornata dedicata alla diffusione di una sana alimentazione, che ha visto come protagonisti i giovanissimi studenti delle scuole primarie e secondarie padovane 'Pacinotti' e 'Giovanni XXIII'. Nutrirsi bene e stare in salute è stato il tema dell’incontro con laboratori di frutta, verdura, piante e fiori, uva, miele, pasta e farina, formaggi e latticini. Le attività didattiche cono state in collaborazione con la “Terra degli asini”.


“LA TERRA E LE SUE DONNE” - Il 12 e 13 ottobre a Sarzana Donne in Campo ha messo in bella mostra la sua ricchezza

La sesta edizione di “La Terra e le Sue Donne”, organizzata da Donne in Campo-Cia Liguria a Sarzana (La Spezia), si è svolta come sempre nella suggestiva Fortezza Firmafede il 12 e 13 ottobre 2019. L’evento, molto atteso, è stato incentrato sul lavoro delle donne in agricoltura, sulla tutela del territorio e la valorizzazione dei prodotti agricoli. Il fulcro della due giorni è stata l’esposizione e la vendita dei prodotti lavorati nelle aziende gestite da imprenditrici. Accanto ai prodotti della terra sono state previste numerose iniziative: un piccolo mercato di artigianato femminile locale, una mostra fotografica dedicata al lavoro nei campi delle donne e le sedute di yoga alla danza in fasce e in gravidanza. Particolare cura è stata posta all’organizzazione dei laboratori per bambini e bambine con laboratori legati al mondo agricolo, laboratori montessoriani, giochi e molte altre piccole attività. Novità di questa nuova edizione sono stati i due incontri: un incontro con il Coach motivazionale Giancarlo Fornei che ha parlato di “Donna e Imprenditrice: Nutrire l’Autostima per raggiungere i propri obiettivi” e l’incontro con la Dott.ssa Biologa e Nutrizionista Laura Lombardi dal tema “Alimentazione Naturale: Strumento di Salute. La Fortezza è stata letteralmente inondata dalla creatività femminile che si è espressa attraverso la aziende agricole, i prodotti artigianali, le associazioni, le artiste fino alle professioniste. Il punto ristoro è stato curato dall’Agriturismo Agli Antichi Sapori. Molto importante la collaborazione con l’Associazione Vittoria che si occupa delle donne vittime di violenza che si è rinnovata anche con la presenza nella due giorni. Altre realtà no profit hanno portato i loro messaggi sociali: dalla ricerca, con Telethon, al mondo dell’educazione montessoriana con l’Associazione NativaMente.


DONNE IN CAMPO VICENZA: 13 OTTOBRE - "IL MONDO AI PIEDI DELLE DONNE... RURALI"

Domenica 13 ottobre, presso Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore, in occasione della Giornata Mondiale della Donna Rurale, si è tenuta la prima edizione di “Il mondo ai piedi delle donne rurali, organizzata da Donne in Campo-CIA Vicenza con il patrocinio della Provincia di Vicenza.

L’evento ha visto la partecipazione di Nicoletta Zolie, presidente Donne in Campo di Vicenza, Michela Brogliato, presidente regionale dell’Associazione, dello chef Amedeo Sandri, dell’agricoltrice Anna Corato con le conclusioni di Gianmichele Passarini, presidente regionale Veneto CIA.


A MATERA IL 15 OTTOBRE IL "PREMIO DONNE IN CAMPO 2019"

In occasione della Giornata Mondiale delle Donne Rurali, martedì 15 ottobre, Donne in Campo-Cia Agricoltori ha organizzato a Matera un incontro sul tema “Disuguaglianze e povertà: l’impegno delle imprenditrici per uno sviluppo equilibrato e sostenibile dell’agricoltura”. Il programma ha previsto l’introduzione della presidente Donne in Campo Lucreazia Di Gilio, interventi di Carmela De Vivo (Crea), Ivana Pipponzi (Consigliera di Parità), Francesco Fanelli (assessore Agricoltura), per Donne in Campo nazionale Luana Tampieri (Presidente Donne in Campo Emilia Romagna), una testimonianza di Anna Selvaggi, imprenditrice; le conclusioni sono state affidate a Cinzia Pagni (Ases) e ha moderato la giornalista Margherita Agata. Durante l’evento anche la presentazione del libro “La Grande Guerra – Il fronte della Basilicata”- Il ruolo delle donne nella Grande Guerra, di Vincenzo Petrocelli. La cerimonia del “Premio Donne in Campo” ha l’obiettivo di promuovere l’immagine positiva delle imprenditrici agricole e delle donne che operano nel settore, valorizzando sia il ruolo della donna in agricoltura e sia l’impegno del mondo professionale femminile a favore dello sviluppo del settore agricolo. Il Premio ha previsto tre Sezioni di Concorso: Impresa, Informazione e Ricerca e Sviluppo.


IL 15 OTTOBRE LA FESTA REGIONALE DONNE IN CAMPO LOMBARDIA

Il 15 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Donna Rurale, si è tenuta a Brescia, presso il Museo di Scienze Naturali, la festa regionale di Donne in Campo Lombardia. Il Museo è una struttura sociale primaria, si occupa di conservazione, di ricerca scientifica, e di didattica; ha lo scopo di contribuire al progresso e alla diffusione della cultura naturalistica attraverso la raccolta, l’incremento, la valorizzazione delle collezioni e la promozione di iniziative per la divulgazione delle conoscenze acquisite. Nel corso della mattinata si sono svolte varie relazioni sul tema “Impariamo dall’ecosistema del bosco”. In particolare, “Habitat agricoli a rischio” in Lombardia a cura di Stefano Armiraglio, Conservatore del Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia; il ruolo dei funghi negli ecosistemi a cura di Caro Colosini, Presidente Circolo Micologico “G. Carini” e “Territorio e Agricoltura sostenibile a Brescia” a cura di Graziano Lazzaroni, Direttore del Parco delle Colline del Comune di Brescia. Dopo un pranzo condiviso, nel pomeriggio una passeggiata culturale al vigneto urbano e il prosieguo del cammino fino a Santa Giulia passando davanti al Capitolium di epoca romana del 73 d.c.


IL SUCCESSO DEGLI AGRITESSUTI DI DONNE IN CAMPO IN VETRINA A LIVORNO

Evento a Livorno per la Festa dell’olivo e dell’olio organizzata da Cia e Comune di Livorno

Domenica 27 ottobre, in occasione della Festa dell’Olivo e dell’Olio – organizzata da Cia Agricoltori Italiani Livorno e Comune di Livorno – le imprenditrici agricole della Cia sono state assolute protagoniste: presenti con i loro prodotti ortofrutticoli freschi, olio extravergine d’oliva appena fatto, saponi naturali, e perfino una tipicità sempre più conosciuta come l’aglione della Valdichiana. E poi una passerella particolare per gli Agritessuti, la novità lanciata nelle settimane scorse da Donne in Campo Cia nazionale: un’altra moda è possibile, il fashion agricolo può esistere, creando una filiera del tessile Made in Italy 100% ecosostenibile, con tessuti naturali e tinture green realizzate con prodotti e scarti agricoli. Proprio in occasione dell’evento livornese dedicato all’olio extravergine d’oliva, la mostra dal titolo “La natura che si indossa” di abiti alta moda realizzati con tessuti e tinte naturali dalla eco-sitilista Eleonora Riccio. «C’è stata grande attenzione ed interesse da parte del pubblico – commenta Monica Bettollini, presidente Donne in Campo Toscana – verso gli abiti realizzati con tessuti di origine agricole. E’ una filiera da costruire, ma di cui abbiamo il know-how, considerata la vicinanza tra le donne e la tradizione tessile, nella storia e ancora oggi. Secondo stime Cia, la produzione di lino, canapa, gelso da seta, oggi coinvolge circa 2mila aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro con le attività connesse. Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio.


VENEZIA 6 NOVEMBRE - DONNE E GIOVANI, DIAMOGLI CREDITO

Venerdì 8 novembre seminario di Cia, Donne in Campo e Agia Veneto su fabbisogni e opportunità per l’agricoltura giovanile e al femminile

Giovani e donne per l’agricoltura, risorse che hanno bisogno di “credito”. Non solo in senso figurato, ma anche economico. È proprio su questo tema che Cia Veneto, insieme a Donne in Campo Veneto e Agia (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) regionale ha organizzato il seminario «Donne e Giovani, diamogli credito!». L’appuntamento è stato venerdì 8 novembre al Novotel di Mestre. «Allo stato attuale – spiegano gli organizzatori - le aziende agricole in Veneto condotte da giovani agricoltori sono 4.200, con un trend in costante crescita nel triennio 2014/2016, come rilevato dal Registro Imprese delle Camere di Commercio: nel 2014 sono state 1.338 le nuove imprese agricole aperte da giovani ‘under 40’, 1.479 nel 2015 e 1.765 nel 2016. Sono invece 94.442 (dati aggiornati a marzo 2019) le imprese agricole al femminile, su un totale di 482mila presenti in Veneto. Numeri importanti, che meritano un sostegno anche dal punto di vista finanziario, visto che queste aziende spesso hanno problemi di accesso al credito». Durante il seminario, Michela Brogliato, Presidente Donne in Campo - Cia Veneto, ha spiegato quali sono “I fabbisogni delle Donne Imprenditrici per l’accesso al capitale”, mentre Luca Bisarello, Presidente AGIA - Cia Veneto, ha illustrato “I fabbisogni dei giovani per l’accesso alla terra e al capitale”. Sono intervenuti inoltre Fabrizio Failli (ISMEA Responsabile Garanzie e Finanza), Gerardo Di Pietro (ISMEA Coordinatore Direzione Sviluppo Imprenditoria Giovanile) e Mario Emanuele Capellini (Responsabile nazionale Credito - Cia-Agricoltori Italiani). Dopo il dibattito, le conclusione sono state affidate a Gianmichele Passarini, Presidente Cia-Agricoltori Italiani Veneto. Ha coordinato i lavori Paolo Franceschetti, Coordinatore Agia Veneto.


IL 10 NOVEMBRE LA FESTA DI SAN MARTINO A PIEDICATELLO A TRENTO

Dopo i tanti eventi estivi organizzati dalle Donne in Campo del Trentino domenica 10 novembre si è festeggiata la fine del raccolto con la festa di San Martino a Piedicastello, giunta alla sua nona edizione. Con il Comitato Feste Sant’Apollinare e con le associazioni del quartiere il programma è stato ricco di laboratori didattici, mostre, concerti e buon cibo della tradizione registrando ancora un grande successo per l’Associazione Donne in Campo Trentino.


DONNE IN CAMPO CIA-EMILIA CON L'ARRT PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE AL SENO

Screening per l’ecografia mammaria dai 30 anni: Donne in campo Cia-Emilia Romagna condivide l’iniziativa dell’Arrt

La presentazione, nel mese di ottobre, della campagna di comunicazione sui Centri regionali di senologia per la prevenzione e la cura del cancro al seno realizzata dalla regione Emilia Romagna in collaborazione con Europa Donna Italia, è stata l’occasione per ricordare la proposta avanzata da Donne in Campo-Cia Emilia Romagna sul tema della salute della donna. “Le nostre imprenditrici – ha sottolineato Luana Tampieri, presidente di Donne in Campo-Cia Emilia Romagna - sono “in Campo” anche sul fronte della salvaguardia di se stesse, perché la salute passa sempre dalla prevenzione!" Per questo, già a febbraio durante l’iniziativa sulla sanità organizza dal Sistema Cia regionale, Donne in Campo ha messo in evidenza il programma di screening dei tumori della mammella attivo, come noto, in regione sin dal 1996 e dal 2010 ed esteso a tutte le donne dai 45 ai 74 anni, invitate ogni due anni ad eseguire una mammografia. “Noi dalla regione, però – ha precisato Luana Tampieri – vorremmo di più. Chiediamo, infatti, di avviare campagne di screening orientate a tutte le donne a partire già dai 30 anni, anche per l’ecografia mammaria, utilizzata come strumento di prevenzione per la diagnosi precoce. Riteniamo questo esame rilevante e utile per prevenire il più anticipatamente possibile il tumore al seno, la forma di cancro femminile più frequente con circa 50mila nuovi casi all’anno nel nostro Paese”. L’importanza di questa attenzione riservata alle più giovani è stata evidenziata anche dall’Arrt, l’Associazione romagnola ricerca tumori che ha promosso, nell’ambito del progetto “Io donna gioco d'anticipo”, una campagna gratuita di prevenzione al seno, per donne al di sotto dei 45 anni, comprendente visita ed ecografia. Le visite, hanno ricordato gli organizzatori, si terranno nel periodo ottobre-novembre presso gli ambulatori Arrt di Cesena e Savignano. “Condividendo all’iniziativa dell’Arrt – conclude Luana Tampieri – non possiamo che dire, l’Unione fa la forza!”.


CIA CAPITANATA E DONNE IN CAMPO AL FIANCO DELL’ANTICA CANTINA

Domenica 3 novembre, a Foggia, in Corso Vittorio Emanuele il gazebo di Donne in Campo-Cia e di CIA Agricoltori Italiani Capitanata a sostegno dell’Antica Cantina di San Severo, l’azienda colpita nei giorni precedenti da un attentato che ha causato la dispersione di 25mila ettolitri di mostro, con un danno di oltre 1 milione e mezzo di euro per la cooperativa e per i suoi numerosi associati. “Acquista presso il gazebo e riceverai una bottiglia dell’Antica Cantina di San Severo, aiutandola a ripartire”: questo il messaggio forte, concreto e solidale per manifestare la vicinanza di CIA Agricoltori Italiani che ha fatto proprio l’appello del sindaco di San Severo, Francesco Miglio. “Anche la CIA vuole dare una mano all’Antica Cantina di San Severo”, ha dichiarato Paola Deriu, presidente regionale di Donne in Campo Puglia. “E’ un modo di reagire con forza contro la violenza e la vigliaccheria di chi ha agito nell’ombra”, ha aggiunto Silvana Roberto, vicepresidente provinciale di CIA Capitanata. “Hanno subito un colpo durissimo, la nostra risposta deve avere il segno della rinascita”, ha spiegato Maria D’Apice, componente della giunta provinciale dell’organizzazione. Sull’iniziativa di domenica, è intervenuto anche Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata: “Vogliamo ribadirlo ancora una volta: ai nostri agricoltori diciamo di denunciare, di rivolgersi con fiducia alle forze dell’ordine per segnalare ogni possibile gesto o situazione che possa far pensare a una intimidazione”. CIA Capitanata ha risposto in modo positivo anche all’appello lanciato dal Prefetto di Foggia e dal Comitato Interforze che hanno chiesto la massima collaborazione delle parti datoriali e del mondo agricolo dopo i sabotaggi nell’Alto Tavoliere. Durante l’ultima riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato nell’Ufficio Territoriale del Governo di Foggia, CIA Capitanata è tornata a chiedere che il governo assicuri alle forze dell’ordine le risorse umane e strumentali per intensificare i controlli e implementare la presenza di uomini e mezzi nelle zone rurali.


LE DONNE IN CAMPO MANTOVA IN VISITA A DUE IMPIANTI IDROVORI NELLA PROVINCIA

Grande il valore del ruolo dei Consorzi di bonifica

Grande interesse e partecipazione alla visita, organizzata da Donne in Campo Mantova, a due impianti idrovori del territorio: "Mondine" a Moglia " e "Botte Villoresi" a San Siro di San Benedetto Po. I partecipanti hanno potuto conoscere l'importanza del sistema di controllo delle acque svolto dai due Consorzi, Emilia Centrale e Terre dei Gonzaga in Destra Po, in un territorio bonificato con arte, sapienza e lungimiranza nel secolo scorso. Hanno ammirato il funzionamento di pompe installate più di cento anni fa ancora funzionanti e un moderno impianto a sostegno di quello preesistente al disastroso terremoto del 2012. Si sono stupiti di come, col solo lavoro manuale, un secolo fa sia stata costruita una botte sottopassante il fiume Secchia per bonificare quelle terre allagate. Ci si è resi conto di come l'opera dei Consorzi di Bonifica sia importante non solo per gli agricoltori, per irrigare i campi nei mesi estivi, ma per i cittadini tutti per lo scolo delle acque, soprattutto in caso di piogge torrenziali come abbiamo assistito negli ultimi anni. Un ringraziamento doveroso va ai tecnici che hanno accompagnato il gruppo nelle visite e alla Presidente Ada Giorgi del Consorzio Terre dei Gonzaga in Destra Po e all'Ingegnere Paola Zanetti, del Consorzio Emilia Centrale, già nostre premiate con "La zucca d'oro" , per l'accoglienza e la disponibilità dimostrate.


VIAGGI .. IN CAMPO: LE DONNE LOMBARDE IN VIAGGIO IN UMBRIA

Viaggio alla scoperta dell’agricoltura biologica in Umbria

“Ma pur ingentilito da nuove sovrastrutture, che ricoprono le antiche e più rozze costruzioni; pur digradante, ormai, verso il piano, che comincia a punteggiarsi di casali e di sparse case coloniche, il borgo resta sempre inerpicato lì, nel suo antico eccelso sito, così come il genio di Giotto ha saputo coglierlo, in quanto elemento ormai organicamente inserito nel paesaggio umbro...” E. Sereni – Storia del paesaggio agrario italiano

tav. 11 – Il borgo inerpicato dell’Italia medievale nel San Francesco che dona il mantello di Giotto "... perchè abbiamo creduto che fosse necessario prendersi la responsabilità di salvare e conservare non solo il patrimonio genetico vegetale ma anche il sapere tradizionale e la cultura rurale, perché crediamo che senza le nostre radici colturali e culturali non ci sia futuro sostenibile...". E’ iniziato così, dal racconto di Isabella Dalla Ragione e dalla sua Fondazione “Archeologia Arborea Onlus” il nostro viaggio in Umbria. Siamo a San Lorenzo di Lerchi in comune di Città di Castello. Isabella ci accoglie in una antica Pieve acquistata dal suo babbo negli anni 60. Grazie al loro lavoro e a tutti coloro che si sono riconosciuti nel progetto, un patrimonio inestimabile non è andato disperso. Dopo trent’anni di una appassionata ricerca di antiche varietà locali di piante da frutto, a partire dai territori dell’Alta Valle del Tevere, tra Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, visitando poderi abbandonati, giardini parrocchiali, orti di monasteri e consultando vecchi manuali di agricoltura, esplorando opere d’arte per trovare documentazione utile, nel loro frutteto sono presenti circa 450 esemplari di diverse specie tra melo, pero, ciliegio, nespolo, melo cotogno, fico, in circa 150 varietà diverse ritrovate nelle zone della ricerca. La collezione, permette di mantenere risorse vegetali e culturali, testimonia e conserva un importante segmento del patrimonio storico, e paesaggistico e favorisce il mantenimento della biodiversità e le produzioni locali. Il frutteto è aperto e privo di umidità, le favorevoli condizioni ambientali permettono di fare pochi trattamenti. La carpocapsa si controlla con il virus della granulosi, il rodilegno con trappole a ferormoni. Il risultato è che Isabella ci accoglie nella ex chiesetta dove su una tavolata sono esposti cesti di mele dalle forme e colori più vari, un mix di biodiversità introvabile altrove. Agronoma instancabile, Isabella collabora a progetti di solidarietà in Palestina e Giordania, paesi che dal punto di vista agronomico sono devastati dal consumo di plastica e agrofarmaci. Inoltre segue progetti in Russia con istituti locali, per la ricerca di varietà antiche che possano favorire il mantenimento della biodiversità e le produzioni locali. Il paesaggio rurale che il nostro viaggio attraversa è profondamente evocativo delle opere d’arte dei grandi artisti del 1400/1500. Ci rendiamo conto di essere immersi in affreschi e quadri rappresentati da Piero della Francesca, artista che ha visto in questi territori i suoi natali e che ha svolto la sua vita artistica rappresentando questi luoghi. Decidiamo di fare tappa a Monterchi dove in un piccolo spazio espositivo apposito si conserva l’affresco della “Madonna del Parco”. Dopo aver pernottato a Umbertide presso la Fattoria del Cerrettino, un’azienda agricola e agrituristica di 26 ettari coltivati a seminativi, vigneti e oliveti certificati biologici, circondata da boschi che in autunno regalano funghi, tartufi, selvaggina e castagne, il nostro viaggio ci porta a Cannara presso l’azienda vitivinicola Di Filippo che coltiva 30 ettari di vigneto adottando l’agricoltura biologica e biodinamica certificata dal 1994. Rispettare l’ambiente per loro significa sperimentare un’agricoltura a basso impatto, questo li ha portati a sperimentare la coltura della vigna senza l’utilizzo di macchine ma quasi esclusivamente con l’uso di cavalli da lavoro: due Comtoise, due Murgesi e due Percheron. Questa collaborazione tra uomo e animale ha effetti salubri per la natura, oltre a non compattare il suolo, consente di non inquinare l’ambiente evitando l’uso di combustibile fossile. La scelta di usare i cavalli nella vigna nasce nel 2012, grazie all'incontro con Daniele Cardullo che, affascinato dall'idea, ha messo a disposizione la sua esperienza nel settore attacchi, convertendosi al lavoro di agricoltore. Oggi con l'aiuto di mezzi costruiti da un artigiano locale riesce a lavorare l'80% dei vigneti attaccando i cavalli in pariglia e la dimostrazione di tutto questo l'abbiamo avuta trovandolo al lavoro nella visita alle campagne. Sempre nel 2009 nasce l’idea di un controllo e di una pulizia del vigneto completamente affidati agli animali. Le operaie della pulizia del vigneto sono oche. Di primissima mattina tutti i giorni un orologio apre loro le porte verso le vigne e lì gli animali si alimentano di tutte le erbe spontanee che trovano, un ettaro di vigna può accogliere circa 100 oche, anche se il numero dipende dalla stagione e dal periodo, infatti durante il germogliamento e durante la maturazione dell’uva è meglio tenerle fuori dalla vigna. La sera un operatore controlla il rientro dando loro una piccola integrazione alimentare utilizzando un mix di granaglie di tipo biologico. Così sono allevate le loro oche, libere di pascolare nei vigneti e al sicuro. Mangiando erba alleggeriscono il lavoro di taglio da parte dei mezzi meccanici e in più arricchiscono il suolo di deiezioni. Il nome del progetto è “One Goose Revolution” in tributo al botanico, filosofo ed agricoltore giapponese Masanobu Fukuoka che, con il suo libro “The one straw revolution” è stato una pietra miliare per l’agricoltura biologica. Le oche inoltre, sono entrate a far parte di un progetto denominato “Pollo Rurale”, ideato dal professore Cesare Castellini, in collaborazione con i Dipartimenti di Agraria e Veterinaria dell’Università di Perugia. La visita a questa azienda ci ha aperto un mondo di grande interesse fatto di innovazione, ricerca e tradizione Abbiamo apprezzato i loro vini: rossi DOCG Montefalco Sagrantino e DOC Montefalco Rosso, e bianchi importanti, quali la DOC Grechetto dei Colli Martani, e anche da IGT che rispecchiano il territorio umbro. Ci concediamo una visita al piccolo Borgo di Rasiglia conosciuta come "Borgo dei ruscelli", per via dei corsi d'acqua che attraversano il piccolo centro della frazione. Una breve passeggiata ci ha permesso di conoscere questo luogo che durante il medioevo si affermò per numerose attività artigianali: gualchiere, mulini a grano, lanifici e tintorie che eseguivano la lavorazione di stoffe pregiate. Tali opifici rimasero attivi per tutto l'ottocento e la prima metà del Novecento; dopo la seconda guerra mondiale, nonostante la petizione degli abitanti, i lanifici si trasferirono in città. L’ultima tappa del nostro viaggio di istruzione e di scambio sarà in località Trivio nel comune di Monteleone di Spoleto a 1000 mt di altitudine. Incontriamo la famiglia di Dolci Giuseppina che con suo marito Antonio e i suoi figli Greta e Domenico conduce l’azienda agricola di produzione biologica. La loro produzione è varia: il farro “triticum dicoccum”, è il primo e attualmente unico ad aver ottenuto il riconoscimento DOP. Una importante produzione di legumi come fagioli, cicerchie, ceci, lenticchie e roveja (antico legume selvatico ricco di ferro dal sapore simile alle fave) e mais da polenta. Inoltre coltivano un pezzo di terra a zafferano. La sorpresa per noi è stata che al nostro arrivo siamo state munite di cestini e invitate, dopo brevi istruzioni, a raccogliere i fiori preziosi. Un’esperienza inaspettata e interessante. Lo spirito di questa azienda è incentrato sulla qualità del prodotto garantendo la naturale evoluzione del processo agricolo mantenendo abitudine e tradizioni che rendono tutto un po’ speciale. La scelta di queste piccole aziende famigliari di restare in montagna e coltivare nella tradizione permette di mantenere il territorio montano vivo e tutelato. Senza la presenza agricola le aree interne del paesaggio sono destinate al degrado: erosioni e compattamento del terreno, rischio di frane e dissesti. Ci ha positivamente colpito che in tutte le aziende visitate è in corso un ricambio generazionale. Saranno i giovani figli a portare avanti queste aziende. Ragazzi che si preparano studiando e lavorando a portare nuove energie e nuove idee. Molto importante lo scambio tra di noi partecipanti al viaggio. Conoscere i progetti di ciascuna è stato stimolante e utile a conoscerci meglio e ad apprezzare quello che ciascuna di noi fa.

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