​BARATTO DEI SAPERI: DONNE IN CAMPO LOMBARDIA VISITA ‘TERRE DI LOMELLINA’


Le agricoltrici visitano la grande azienda risicola biologica e biodinamica condotta da Rosalia Caimo Duc

La passione per la cura della terra e la ricerca continua di stimoli per sperimentare tecniche di coltivazione che possano servire anche ad altre aziende biologiche: questo emerge dalle parole e dal racconto delle scelte di vita di Rosalia, coraggiosa imprenditrice agricola che in Lomellina coltiva riso e cereali biologici e biodinamici.

‘Conoscere Rosalia Caimo Duc era un obiettivo che le Donne in Campo si erano proposte da tempo - afferma Renata Lovati Presidente Donne in Campo Lombardia-. Non sono molte le donne che gestiscono aziende risicole soprattutto di queste dimensioni, novantatre ettari! La carenza della ricerca nel settore del bio è problema sentito da tutti gli operatori e l'interesse crescente verso l'agroecologia ha portato a creare un tavolo di lavoro che nasce su un modello partecipativo molto interessante: Rosalia partecipa a questo tavolo composto dal Ministero dell'Agricoltura, Ecor Natura Si, quattro aziende agricole piemontesi, quattro lombarde e l'Università di Milano’.

Nella visita in campagna –continua Lovati- abbiamo osservato i risultati della tecnica di semina su miscuglio di prato: si semina il miscuglio dopo la raccolta del riso, l'erbaio viene trinciato in primavera prima della semina del riso che si effettua a spaglio sul tappeto erboso che farà da pacciamatura, poi si procede ad allagare il terreno.

Rosalia, come hanno potuto constatare le donne in campo, sperimenta tecniche diverse di coltivazione e di lavorazione dei terreni seguendo i metodi della Biodinamica attraverso l'uso di preparati biodinamici che vengono nebulizzati sui terreni con un'attrezzatura appositamente acquistata. Applica con intelligenza le rotazioni colturali alternando la coltivazione del riso a quella dei cereali, delle leguminose, del grano saraceno, dei fagioli, dei miscugli pratensi.

Ha imparato a convivere con le erbe infestanti che così vengono chiamate dall'agricoltura convenzionale, ma in realtà chi applica i metodi biologici sa che il controllo delle erbe spontanee è solo uno degli aspetti della cultura agronomica che porta a camminare sulle tue campagne, ad osservarle e coltivarle variando modi e tempi di semina. L'importante è riuscire a mantenere la produzione che è in media di 50 quintali a ettaro.

‘Testimone della biodiversità delle sue risaie –racconta Renata- è una specie rara di quadrifoglio che abbiamo potuto ammirare e fotografare. Per far tutto ciò non si stancherà mai di dire che occorre fare ricerca , e io vorrei aggiungere laica e partecipata. Confrontando la sua esperienza con quella della mia azienda biologica da latte, sento una sintonia perfetta nel cercare di comunicare un'esperienza che vuole essere condivisa perchè come ci ha detto Rosalia tu devi crescere insieme alla tua azienda’.

‘La visita è stata molto utile e coinvolgente –ha affermato Chiara Nicolosi Coordinatrice delle donne in campo lombarde- e ringraziamo Rosalia per quello che ci ha insegnato e l’esperienza che è riuscita a trasmettere al gruppo delle nostre associate che ha partecipato al Baratto dei Saperi: ogni incontro è per noi fonte di stimoli e occasione di formazione’.